Ti sposo ma non troppo al Sistina. In questo teatro fino al 15 febbraio, è in scena questa divertente e delicata commedia scritta e diretta da Gabriele Pignotta. Ti sposo ma non troppo, che vede sul palco, oltre allo stesso Pignotta, Vanessa Incontrada, Fabio Avaro e Siddhartha Prestinari. Un successo che dura dal 2007, tra cinema e teatro.
Ti sposo ma non troppo al Sistina
Ti sposo ma non troppo al Sistina. In questo teatro fino al 15 febbraio, è in scena questa divertente e delicata commedia scritta e diretta da Gabriele Pignotta, che vede sul palco, oltre allo stesso Pignotta, Vanessa Incontrada, Fabio Avaro e Siddhartha Prestinari. Un successo che dura dal 2007, tra cinema e teatro.
Il testo è di Gabriele Pignotta con Vanessa Incontrada e Fabio Avaro mentre Siddhartha Prestinari
Dal teatro al cinema e di nuovo teatro. Passano gli anni, ma Ti sposo ma non troppo continua a raccogliere applausi. La sceneggiatura teatrale di Gabriele Pignotta nasce nel 2007, diventa film nel 2014 e ora torna sul palcoscenico in una versione rinnovata per un nuovo tour lungo la Penisola. Rispetto alla versione cinematografica vediamo la conferma di tre quarti dei protagonisti, ovviamente Pignotta, Vanessa Incontrada e Fabio Avaro mentre Siddhartha Prestinari ha preso il posto di Chiara Francini. Il pubblico viene subito colpito dalla maestosa scenografia di Alessandro Chiti che riesce a racchiudere due appartamenti, uno studio medico e un elegante pontile luogo di incontri e scontri.
Il tema affrontato è quello degli amori che nascono in rete
Il tema affrontato è quello degli amori che nascono in rete, per via delle tante applicazioni telefoniche dei nostri anni, create per organizzare incontri tra persone che sono alla ricerca di rapporti occasionali ma anche, e soprattutto, dell’amore ideale che possa metter fine alla solitudine, oppure riempire quel vuoto provocato da una non più eclatante situazione sentimentale, che si trascina ormai stancamente.
Ti sposo ma non troppo – la trama
Questo è il caso in cui si trovano Carlotta (Siddhartha Prestinari) e Luca (Gabriele Pignotta). La prima è sposata da 15 anni con Andrea (Fabio Avaro), con il quale ha un rapporto privo di entusiasmo e di farfalle nello stomaco, il secondo è divorziato, padre di una adolescente alla quale è legatissimo, ma in crisi esistenziale perché, nonostante tutto, non ha accettato bene il divorzio e poi non naviga certo nell’oro economicamente.
E’ osteopata e non potendo più sostenere le spese diventate gravose del suo studio in centro, occupa a tempo determinato quello di un amico psicologo, che è andato all’estero per lavoro. La targhetta sulla porta dello studio è rimasta invariata, lui non ha avuto tempo per cambiarla, è rimasta quella del medico psicologo, e ciò darà adito al primo equivoco su cui si basa la storia e che riguarda anche un altro Andrea, anzi una Andrea (Vanessa Incontrada), una donna infelice, innamorata e madre devota, sconvolta dal tradimento del marito, che ha preferito a lei una donna più giovane e che al solo sentir nominare la parola matrimonio si sente male fino al punto di dover ricorrere ad una seduta dallo psicologo. Cosa che farà non sapendo, ed ecco il secondo equivoco, che a riceverla non è lo psicologo ma l’osteopata Luca.
Quattro personaggi in scena con scene esilaranti
Ciò che accadrà dopo coinvolgerà i quattro personaggi in varie situazioni impreviste, imprevedibili su cui si basa tutta la parte comica della commedia e nel contempo servirà come indagine della parte più sentimentale dell’essere umano. Si sviluppa così una trama tutt’altro che banale, ricca, per l’appunto, di equivoci e di situazioni al limite, tipiche della commedia, ma che ha il merito di non essere mai scontata. Difficile immaginare quale strada possa prendere la storia, i bivi sono tanti e l’autore è bravo a tenerli celati fino all’ultimo. Alcune scene sono esilaranti, ma il testo propone anche tanti spunti di riflessione sulla vita di coppia, con una giusta dose di romanticismo che non sfocia nello smielato. Sono tanti i punti di vista in cui il pubblico può rivedersi in uno dei quattro personaggi. Da una parte una coppia che si sta allontanando sempre di più, dall’altra una coppia che nasce, ma lo fa con la maturità di un over 40 e non con uno spirito adolescenziale. I personaggi si chiedono, perché è così difficile oggi fare andare avanti una relazione, mentre nel passato questi problemi non c’erano.
Gli attori appaiono ben rodati sul palco con dialoghi intelligenti e pieni di leggerezza
Gli attori appaiono ben rodati sul palco. A cominciare da Gabriele Pignotta, che riesce a dare la modalità di eterno Peter Pan al suo personaggio. Vanessa Incontrada trasmette bene le incertezze e la fragilità del suo personaggio. Fabio Avaro, non fatica a conquistarsi la simpatia del pubblico e Siddhartha Prestinari, merita più di un applauso per aver interpretato un personaggio tutt’altro che semplice. Le scelte registiche convincono, i dialoghi intelligenti e pieni di leggerezza sono il punto di forza della sceneggiatura.
Ti sposo ma non troppo è uno spettacolo imperdibile
Ti sposo ma non troppo, non è solo una storia d’amore: è uno specchio abbagliante delle relazioni contemporanee, un testo che intreccia leggerezza e profondità per raccontare le complessità del cuore umano. Uno spettacolo imperdibile, divertente, per divagarsi e passare una bella serata da soli o in compagnia.
Giancarlo Leone



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