L’amore non lo vede nessuno al teatro Quirino. Piero Maccarinelli porta in scena in questo teatro di Roma, un bel lavoro ispirato dal libro di Giovanni Grasso.
L’amore non lo vede nessuno al teatro Quirino
L’amore non lo vede al teatro Quirino. Piero Maccarinelli porta in scena in questo teatro di Roma, un bel lavoro ispirato dal libro di Giovanni Grasso con Stefania Rocca e Giovanni Crippa.
Il testo è un thriller psicologico dall’omonimo titolo
Il testo è un thriller psicologico dall’omonimo titolo che tratta di Silvia, sorella di Federica deceduta a seguito di un misterioso incidente stradale e della quale la stessa Silvia intende conoscere i meandri della mente della morta dopo aver incontrato un personaggio misterioso ed addolorato intravisto durante il funerale.
L’amore al centro della pièce in diverse forme
Con delicatezza e stupefacente curiosità Silvia, riesce a concordare con lo sconosciuto, che la attrae fin dal primo momento, una serie di appuntamenti basati su due impegni che reciprocamente i due concordano di rispettare nel corso di incontri, da tenersi una volta a settimana in un neutrale bar, e per la limitata durata di un’ora ciascuno. Silvia vorrebbe sapere dallo sconosciuto ( che identifica con lo pseudonimo di P. ) alcuni particolari sulla vita e sulla morte della sorella deceduta e P. chiede in cambio di non essere mai interrogato, su chi egli sia e sulla sua vera identità.
La complessità del tema trattato intriga il pubblico
Gli incontri si succedono regolarmente per alcune settimane, durante i quali Silvia acquisisce un dato assai importante: i due erano amanti, lui perdutamente innamorato e fedele mentre lei, dichiaratasi altrettanto innamorata è però colta in flagrante da una serie di evasioni, con il suo palestrato maestro di ginnastica; P. arriva al punto di decidere di abbandonare la relazione, malgrado senta quanto l’amore fra lui e Federica, sia forte e bellissimo.
Tre tipi di amore al centro della vicenda del testo

Il modo pacato e rassicurante di P. nel dialogare con lei continua ad attrarre Silvia, che se ne innamora e che si dichiara, ma P. manifesta una certa riservata ritrosia perché……non è libero. La sua mente e la sua anima sono rivolte a Dio in un modo attanagliante e devotissimo, al punto che pur essendo caduto nella rete dell’innamoramento con Federica proprio quell’amore agitato e peccaminoso, dopo la morte di lei, lo ha riportato verso la Fede, in maniera ancor più profonda che prima, quando aveva abbandonato – forse inconsciamente – Dio.
Conscia che il comportamento in vita di Federica, con la quale non è mai andata molto d’accordo malgrado la sorellanza, Silvia riflette con P. su temi quali la complessità e la tossicità dei legami umani, l’invidia, la fede ed, infine, sul perdono che P. da religioso qual’è, concede a Silvia, nella forma la più adatta alla sua condizione di religioso, rientrato finalmente nei ranghi.
Malgrado la complessità del tema trattato, lo spettacolo è attraente
Malgrado la complessità del tema trattato, lo spettacolo è attraente, sia dal punto di vista del puro intrattenimento, che da quello psicologico in quanto tratta un argomento che concentra su di se il tema dell’amore puro, (quella che sorge in Silvia durante i dialoghi con P.), quello stoltamente irriverente di Federica (che si gode la sua vita anche a discapito di un uomo che ha fatto perdutamente innamorare) e quello meravigliosamente bello, di origine divino quale è quello di P. nella sua veste di uomo e prete.
Ottimo cast composta da Stefania Rocca e Giovanni Crippa
Superlativa l’interpretazione di una molto brava e convincente Stefania Rocca, nei panni di Silvia e delicatamente superba, quella di Giovanni Crippa che interpreta P.
Andrea Gentili



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