La Rigenerazione, di Italo Svevo al Teatro Quirino. Il regista Valerio Santoro porta in scena, con l’ausilio di un nutrito e ben assortito cast, dal 10 al 15 febbraio questa interessante opera dell’autore triestino, attraverso la quale viene descritta, con dovizia di particolari, l’ambizione umana di non rassegnarsi a quei disagi derivanti dall’avanzare dell’età che colpiscono l’uomo, specialmente in quella più adulta.
La Rigenerazione di Italo Svevo al Teatro Quirino
La Rigenerazione, di Italo Svevo al Teatro Quirino. Giovanni Chierici è un uomo che vive con molto disagio la propria vecchiaia. Sente che la vita gli sfugge di mano, e cerca in ogni modo di resistere ricorrendo anche alla scienza della chirurgia e decidendo, infine, di sottoporsi ad un intervento, la cura Voronoff, consistente in vari innesti di organi animali sul corpo umano allo scopo di farlo “ “ringiovanire”.
La Rigenerazione – trama
Una cura ideata da un medico in un periodo particolare, cioè agli inizi della psicoanalisi alla quale il lavoro dello scrittore triestino, cresciuto in un contesto mitteleuropeo, si ispira e che fortemente indusse l’autore a scrivere la commedia, che va in scena sul palcoscenico del teatro Quirino, evidenziando inoltre un eroe negativo, preso da una “malattia“, che altro non è che la condizione di crisi esistenziale, di una società priva di valori. Ad intervento effettuato Giovanni “torna indietro nel tempo”, ma solo mentalmente ed in maniera scomposta, con allucinazioni e sogni che mescolano in lui realtà e finzione, provocandogli anche atteggiamenti tali da portarlo ad atteggiarsi da giovinetto (addirittura corteggiando una cameriera) o a scontrarsi con la realtà, e, soprattutto, con la propria famiglia.
I problemi trattati, sono quelli di come affrontare la vecchiaia e la decadenza fisica

I problemi trattati, sono quelli di come affrontare la vecchiaia e la decadenza fisica, e se sia legittimo desiderare un ringiovanimento scendendo praticamente a patti con il diavolo, alla maniera di un Faust, la cui immagine aleggia sul lavoro, problemi che il protagonista, interpretato da un ottimo ed adeguato Nello Mascia nei panni di Giovanni Chierici.
Nello Mascia imprime alla commedia i toni della comicità e del drammatico, dell’ironia

L’attore riesce ad esprimere nel modo migliore, imprimendo alla commedia contemporaneamente i toni della comicità e del drammatico. dell’ironia e della vivacità di espressione, molto abilmente tradotta in maniera sarcastica tanto da far comprendere al pubblico, la falsità dei modi di fare recepiti dal mondo esterno in maniera ignorante, popolare, certamente inadeguata al vero problema che, parliamoci chiaro, interessa in fondo tutti noi.
Il lavoro in scena scorre dinamico, mai pesante

Il lavoro in scena scorre dinamico, mai pesante, tale da indurre lo spettatore a “sognare” nella ormai acquisita certezza che la scienza, almeno al momento, non è in grado di offrire alcuna soluzione al problema di Giovanni Chierici.
Andrea Gentili



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