La Principessa di Lampedusa al teatro India. Sonia Bergamasco interpreta e dirige questo testo di Ruggero Capuccio. L’attrice personifica Beatrice Mastrogiovanni Tasca Filangeri di Cutò in questo interessante monologo.
La Principessa di Lampedusa al teatro India
La Principessa di Lampedusa al teatro India. Sonia Bergamasco interpreta e dirige questo testo di Ruggero Capuccio. L’attrice personifica Beatrice Mastrogiovanni Tasca Filangeri di Cutò in questo interessante monologo, in scena al teatro India, poi in tournèe.
La Principessa di Lampedusa è un intrigante monologo di Ruggero Capuccio
La Principessa di Lampedusa al teatro India. Il testo è un interessante monologo di Ruggero Capuccio, in cui Sonia Bergamasco, interpreta La principessa di Lampedusa, nonché madre dell’autore del Gattopardo, autrice lei stessa di un’opera di cui non si sono salvate che poche pagine. Ruggero Cappuccio, è il solo scrittore che potesse ridarle vita per biografia, cultura e sensibilità emotiva, diventa protagonista prima del romanzo e poi di questo spettacolo, in scena al Teatro India di Roma e poi in tour.
La Principessa di Lampedusa – la trama
La scena è luminosa, abbacinante come i colori della Sicilia; la forma recitativa è il monologo ma vengono ospitate visioni e suggestioni che lasciano spazio a presenze e visioni. Beatrice, straordinariamente bella, vivace, all’avanguardia per cultura e sapere, nel maggio del 1943 attraversa una Palermo deserta, sfregiata dai bombardamenti alleati, ridotta ormai in un cumulo di rovine fumanti. Una Palermo diventata teatro di guerra, tra soldatesche naziste allo sbando, e alleati che stentano a sfondare il fronte nemico, e a liberare la città.
Sonia Bergamasco è interpreta e regista del monologo
Ove tutto sembra ormai perduto e il mondo fatato della rigogliosa Palermo incenerito dall’orrore della guerra, Beatrice sublima il presente con una narrazione che riaccende il ricordo, le memorie di un passato incantato e quasi fiabesco, un passato di grazia, fulgore e splendore. Sembra quasi odorarla quella Palermo fatta di gelsi, pistacchi, limoni… sembra quasi gustarla quella Sicilia che è tutt’uno con le granite, le cassatine, i sorbetti. Una Sicilia che per metà anno ti uccide di caldo, ma che non smette di essere traguardo e terreno ideale per accendere sogni, fantasie e quello stato estatico forse ancora possibile. Anche se fuori dalle mura del palazzo, del Suo Palazzo signorile, il presente si sgretola sotto i colpi di guerra spaventosa, Beatrice non vuole smettere di sognare.
L’Autore del monologo illustra i lati della personalità della Principessa di Lampedusa
“Dopo la morte, commenta lo stesso Ruggero Cappuccio, agli esseri umani vengono sottratte tutte le facoltà, tranne una: la possibilità di sognare. È Beatrice di Lampedusa a scoprirlo. La principessa si trova di fronte a un’abbagliante rivelazione: il suo trapasso è avvenuto, ma la coscienza è intatta. La sua vita terrena la assedia come un impetuoso flusso onirico: fantasmi della sua esistenza tornano a materializzarsi intorno a lei con mille trame di vite corporee dense di eros, di segreti, di nostalgie. Beatrice considera il senso della sua vita e quello universale della vita in sé con lo sguardo di chi ha varcato la linea della morte. La forza della natura siciliana, la seduzione di oscure energie elleniche, gli dèi, il sangue, le guerre e l’anelito alla bellezza, sono il campo magnetico in cui la Principessa, ancora attratta dal fascino dei corpi, apre un duello per raggiungere la liberazione”.
Francesca Pistoia



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