Due procuratori dal 12 febbraio al cinema

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Due procuratori dal 12 febbraio al cinema. Uscirà il 12 febbraio, nelle sale cinematografiche italiane, questo film del 2025 diretto e sceneggiato da Serhij Loznycja. 

Il film di Serhij Loznycja è tratto dal racconto Dva prokurora, scritto dal fisico Gergij Georgevic Demidov

Due procuratori dal 12 febbraio al cinemaUscirà, il 12 febbraio, nelle sale cinematografiche italiane, Due procuratori, film del 2025 diretto e sceneggiato da Serhij Loznycja. La pellicola, distribuita dalla Lucky Red, ha concorso al  78ª edizione del Festival di Cannes. Il film è tratto dal racconto Dva prokurora, scritto dal fisico Gergij Georgevič Demidov, prigioniero dei Gulag dal 1938 al 1952. L’opera letteraria, scritta nel 1969 e confiscata dal KGB nel 1980, è stata restituita alla famiglia nel 1988, un anno dopo la morte del fisico. Il racconto di Demidov è stato pubblicato, per la prima volta, nel 2009.

Due procuratori – la trama

Due procuratori dal 12 febbraio al cinemaKorneev, giovane procuratore, trova, sulla propria scrivania, una lettera di un internato di un Gulag sovietico: si tratta di un anziano detenuto Stepnjak, suo professore e vecchio bolscevico, che lamenta l’ingiusta detenzione e le torture subite. Korneev decide di far visita a Stepnjak nel Gulag di Brjansk, venendo a contatto, da subito, con l’omertà del personale del carcere. Con coraggio, il giovane procuratore segnalerà l’abuso di potere del Commissariato del popolo per gli affari interni, il NKVD, al procuratore generale dell’URSS Andrej Vyšinskij.

Due procuratori – il cast

Due procuratori dal 12 febbraio al cinemaNel cast figura l’attore protagonista del film, Aleksandr Kuznecov, che è il procuratore Aleksandr Korneev, mentre ad interpretare il detenuto bolscevico della prima ora Stepnjak, è l’attore moscovita Aleksandr Filippenko. Vytautas Kaniušonis recita la parte del direttore del carcere, mentre l’attendente è Andris Keišs. Ad interpretare il ruolo del procuratore generale sovietico Andrej Vyšinskij è Anatolij Belvj.

Il film di Serhij Loznycja, ambientato nel 1937, denuncia l’orrore del regime staliniano e dei Gulag    

Due procuratori dal 12 febbraio al cinemaQuello di Serhij Loznycja è un film ambientato nel 1937. Sono quelli gli anni in cui il regime sovietico staliniano mostra il suo volto più feroce. Nella pellicola c’è tanto realismo: i dissidenti politici che popolano lo scenario triste e macabro dei Gulag, luoghi di violazione dei più totali diritti fondamentali dell’uomo; le torture perpetrate nei riguardi dell’anziano bolscevico, tradito dalle speranze rivoluzionarie; ma, soprattutto, un clima fatto di silenzi da parte dei dipendenti del carcere. Quegli stessi silenzi che sono complici del regime.

Il giovane procuratore idealista Korneev sfida con coraggio il sistema penale sovietico stalinista

Due procuratori dal 12 febbraio al cinemaContrapposto a tutto ciò, c’è Korneev, giovane procuratore idealista animato da un senso di giustizia: visitare i Gulag, scontrarsi con un sistema penale e penitenziario illegale, fatto di silenzi complici e di omertà. Korneev non cestina la lettera che casualmente trova sulla scrivania (quasi tutte andavano bruciate), non si intimorisce, ma, al contrario, va avanti per la propria strada. Cerca la verità, e palesa il senso di humanitas quando vede i segni sul corpo delle torture subite dal suo vecchio professore Stepnjak.

Il procuratore Korneev intende la giustizia come atto di verità. Una verità che non si sottomette mai alla volontà del Partito

Due procuratori dal 12 febbraio al cinemaIl procuratore Korneev arriverà a confrontarsi con il procuratore generale dell’URSS Andrej Vyšinskij. Entrambi hanno due modi diversi di intendere la giustizia: Korneev ha una concezione autentica della giustizia; per lui è ricerca di verità da restituire al popolo. Giustizia e verità, in questo caso, costituiscono un unicum. Il procuratore Vyšinskij, al contrario, ritiene che la giustizia debba essere messa a servizio del Partito e del Politburo. Una giustizia che non ricerca la verità, ma che si sottomette alla volontà del potere. Un potere che si regge su spie, bugie e menzogne.

Andrea Magliocco

 

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