XXI secolo. Quando il presente diventa futuro su Rai1

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XXI secolo. Quando il presente diventa futuro

XXI secolo. Quando il presente diventa futuro su Rai1. Torna la terza stagione del programma, in onda su Rai 1, in seconda serata, condotta da Francesco Giorgino, da lunedì 2 febbraio.

XXI secolo. Quando il presente diventa futuro.

XXI secolo. Quando il presente diventa futuroTorna la terza stagione del programma, in onda su Rai 1, da lunedì 2 febbraio. Il format, prodotto dalla Rai, ideato e condotto da Francesco Giorgino, giornalista e Direttore dell’Ufficio Studi della Rai, è un talk che unisce attualità, politica e cultura, ed ha come obiettivo quello di raccontare il presente, affrontando le sfide che il futuro pone inevitabilmente.

Tra le novità di questa terza stagione, i giovani della generazione z, un data center, e un social media center

XXI secolo. Quando il presente diventa futuroIn questa terza stagione, il programma avrà delle interessanti novità. La più importante sarà la presenza del pubblico in studio. Sarà però un pubblico formato dai rappresentanti della generazione Z, ovvero gli under 30, che avrà la possibilità di rivolgere delle domande gli ospiti Tra le altre novità, un data center e un social media center, che elaborerà, in tempo reale, i dati utili alla rappresentazione dei temi che saranno dibattuti nelle diverse puntate.

Ogni puntata sarà aperta da un editoriale di Giorgino; a seguire  attualità, approfondimenti e interviste

XXI secolo. Quando il presente diventa futuroL’apertura di ogni puntata è affidata all’editoriale di Giorgino, una suggestione iniziale che analizzerà le questioni più complesse dell’attualità. A seguire, l’intervista a un personaggio del mondo della politica, dell’economia, degli esteri, della cronaca e della società. Nella seconda parte del programma spazio all’attualità, con ospiti in studio coinvolti nei dibattiti del talk, e al confronto con i giornalisti inviati. Non mancheranno analisi statistiche e linguaggio dei dati, con eventuale supporto dei social media; infine, c’è l’intervista finale, della durata di circa venti minuti, a un protagonista della musica, del cinema, del teatro e della cultura.

Paolo Corsini, Direttore Approfondimenti Rai: “E’ un programma di attualità che racconta il presente senza perdere di vista il futuro”

XXI secolo. Quando il presente diventa futuroDurante la conferenza stampa di presentazione del programma, che si è tenuta negli Studi Rai di via Teulada, e che è stata moderata dalla giornalista Giuliana Palmiotta, il Direttore Approfondimenti Rai, Paolo Corsini, ha posto l’accento sulla capacità del programma di raccontare “il presente senza perdere di vista il futuro. XXI secolo”, ha proseguito Corsini “è un programma di attualità che cerca di offrire al pubblico una versione un po’ più ampia dei fatti di oggi, e lo fa con un obiettivo preciso: scoprire le tendenze che influenzano il domani (…). E’ un format con un linguaggio attuale e un ritmo dinamico”.

Francesco Giorgino: “Raccontiamo un futuro probabile utilizzando un tono pacato nell’ottica del pluralismo. La vocazione del programma è divulgativa” 

XXI secolo. Quando il presente diventa futuroL’ideatore di XII secolo, Francesco Giorgino, ha ribadito l’importanza di saper leggere il presente, cercando di comprendere “il futuro. Non tanto il futuro possibile, ma quello probabile”. Giorgino ha poi ribadito che il programma “utilizza un tono pacato nell’ottica di un pluralismo che non è solo politico, ma anche sociale, culturale, valoriale e territoriale”. Inoltre, il giornalista Rai ha voluto sottolineare “la vocazione divulgativa del programma. Tutto è accessibile al pubblico generalista, l’importante è saper scegliere i codici narrativi che siano in grado di cogliere la complessità”.         

Interpellato da Visum sul rapporto tra AI e giornalismo, Giorgino ha detto: “L’AI più problematica è quella generativa. Solo il giornalista può distinguere la verità dalla verosimiglianza e dalla falsità”   

XXI secolo. Quando il presente diventa futuroDurante la conferenza stampa, Visum ha chiesto a Giorgino quale fosse la sua opinione sul rapporto tra intelligenza artificiale e giornalismo. Il giornalista Rai, dopo aver illustrato i vari tipi di AI (descrittiva, prescrittiva e predittiva), ha messo in evidenza le criticità relative all’intelligenza artificiale generativa, “quella che riguarda la generazione di testi, audio e video. Lì serve un presidio rigoroso da parte degli essere umani. Si semplificano i processi di lavorazione, ma c’è bisogno di un presidio per non far scivolare la verità, che è un nostro obbligo, in direzione della verosimiglianza o addirittura della falsità”.   

Andrea Magliocco

 

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