La Play List piu’ bella del mondo al teatro Parioli Costanzo. In questo teatro è in scena sino all’11 gennaio con grande successo uno spettacolo particolare. Si tratta de La Playlist più bella del mondo, ideato e interpretato da Riccardo Rossi e Leonardo Colombati, e prodotto da Nuova Enfi Teatro.
La Play List piu’ bella del mondo al teatro Parioli Costanzo
Come spesso capita tra vecchi amici, che hanno in comune qualche passione, Riccardo Rossi (attore comico, conduttore de I miei vinili ma anche musicista) e Leonardo Colombati (scrittore ed esperto musicale), da sempre appassionati di musica, hanno concepito e confezionato un piacevolissimo spettacolo, che hanno offerto al pubblico in forma colloquiale e naturale, avvalendosi dell’ausilio di filmati storici.
Riccardo Rossi attore comico e Leonardo Colombati musicologo illustrano a teatro la loro playlist preferita
Chissà quante volte Ric e Leo, chiacchierando amabilmente e rievocando canzoni e ricordi anche lontani, si saranno chiesti realmente quali fossero i loro brani preferiti. E così, da tali conversazioni, è nata l’idea di questo specialissimo spettacolo, in cui ciascuno propone e racconta la propria playlist, secondo il proprio gusto e le proprie preferenze, ma anche in base ai ricordi, agli avvenimenti, ai fatti che hanno caratterizzato l’esistenza di ognuno. Nelle note di regia, infatti, Ric e Leo scrivono: “Ci sono canzoni che non si ascoltano soltanto: accadono. Entrano in una fase precisa della vita, si intrecciano a un ricordo, a una stagione, a una persona, e da quel momento diventano inseparabili da ciò che siamo stati – o da ciò che stavamo diventando. La domanda su quale sia “la canzone più bella del mondo” non è allora una classifica possibile, ma un gesto intimo, quasi una confessione”.
Ciascuno ha i suoi brani preferiti, la playlist del cuore, che ricordano emozioni o ricordi radicati nella memoria
Ciascuno ha i suoi brani preferiti, la playlist del cuore, che ricordano emozioni o ricordi radicati nella memoria. In effetti, amori, incontri, dolori, comunque sia momenti speciali della vita sono quasi sempre legati a qualche melodia e riascoltandola il ricordo riaffiora nella mente. Da tali considerazioni è nata l’idea di mettere su uno spettacolo molto originale, La Playlist più bella del mondo, comprendente racconti divertenti, aneddoti, curiosità, retroscena inediti e filmati storici, associati abilmente all’ascolto di brani indimenticabili.
Riccardo Rossi parte da lontano, ricordando prima l’Antifonario di San Gregorio Magno
Riccardo Rossi parte da lontano, ricordando prima l’Antifonario di San Gregorio Magno, poi Guido d’Arezzo, l’inventore delle note musicali, per arrivare a Johann Sebastian Bach, il quale, con il suo Clavicembalo ben temperato fissa i criteri della musica tonale, quella che ancora oggi usiamo e conosciamo. E lo fa in maniera colta (da vero musicista) ma anche in modo divertente (da attore comico).
Leonardo Colombati si confronta con l’amico Rossi e propone pezzi indimenticabili come “Brava” di Mina
Dopo questa sua piccola introduzione, chiama e presenta Leonardo Colombati, musicologo brillante: i due iniziano così a dialogare, confrontandosi simpaticamente e riproponendo in video dei pezzi indimenticabili: ecco apparire Mina, con il suo “Brava”, Gino Paoli, Gianni Morandi (divertentissima la storia di “Canzoni stonate” narrata da Ric e Leo), l’omaggio al grande Ennio Moricone. Ma c’è posto anche per Sylvester Stallone (cui si deve la storia di Rocky), per Bruce Springsteen, Barbara Streisand. Appassionante il racconto della preparazione di We are the world (voluta da Michael Jackson con la partecipazione del Gotha della musica), così come il ricordo di Frank Sinatra e infine, per chiudere, i Beatles.Quasi tutti i racconti si basano su incontri e rapporti realmente avuti, con i personaggi narrati o su testimonianze dirette.
Nel complesso abbiamo assistito a uno spettacolo piacevole e garbato, da vedere
Nel complesso abbiamo assistito a uno spettacolo piacevole e garbato; umoristico e coinvolgente allo stesso tempo, capace di accompagnarci indietro nel tempo facendoci sognare: in alcuni momenti, tutta la sala, si è messa a cantare in coro motivi immortali. In definitiva, uno spettacolo da vedere, anche perché – ricordiamolo! – “la musica ha il grande potere di farci viaggiare nel tempo e nello spazio in soli tre minuti.”
Salvatore Scirè



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