Sebastiano, in Matilda interpreti il ruolo della Preside Trinciabue, un ruolo en travesti. E’ la prima volta che vesti i panni femminili. Ti sei sentito a tuo agio?
“Sì, questo è il mio primo ruolo en travesti, ma anche il mio primo musical e la mia prima volta al Sistina. Da diverse settimane, prima del debutto dello scorso 4 dicembre, mi preparavo alla trasformazione grazie al reparto di trucco e parrucco. Ho mostrato le foto a casa e ho paura, ma finora non è successo, una doppia lettera di disconoscimento da parte di mia moglie Morgana e di mia figlia Cartisia”.
Ti ha divertito molto questo ruolo?
“Premetto subito che ho sempre amato i musical e da tempo desideravo fare anch’io questa esperienza, ma mai avrei immaginato che sarebbe successo con un ruolo così imprevedibile e soprattutto divertente. La Trinciabue è fisicamente molto sopra le righe ed è anche molto brutta. Deve incutere paura e soggezione, è la preside che tutti i bambini odiano, ma alla fine i termini che usa, le punizioni che dà ai bambini, impensabili attualmente, la rendano irresistibile. Proprio perché è esagerata ed assurda in tutto”.
In passato avevi avuto un’altra occasione per un musical che poi è sfumata. Vero?
“Sì, ricordi bene. Agli inizi degli Anni 2000 avrei dovuto interpretare un ruolo in una commedia musicale. Ricordo con nostalgia il Maestro Armando Trovajoli che mi fece un provino, accompagnandomi al pianoforte. Ci doveva essere in questo musical anche Mariangela Melato. Al Sistina incontrai subito dopo Pietro Garinei, ma poi lo spettacolo non si fece, perché Garinei, che era già malato, morì poco dopo, nel 2006. Quella fu un’occasione perduta di far parte di un musical, era sempre un mio desiderio il musical. Come per incanto, a far realtà questo desiderio, ci ha pensato Massimo Romeo Piparo, regista di Matilda, che mi ha proposto questo ruolo. Sono stato contentissimo”.
Ti sei sentito protagonista in questo musical?
“Fino ad un certo punto. La Preside Trinciabue è un personaggio comico che fa divertire, ma i veri protagonisti sono i bambini che portano il cambiamento. Grazie a loro, l’impossibile diventa possibile”.
Quale è stato l’aspetto più difficile?
“Le canzoni, purtroppo non sono un cantante; per fortuna ne ho solo due, ma non sono semplici, ho lavorato molto con il maestro di canto Matteo Guma e con il Maestro Friello che firma la direzione musicale. Per fortuna non devo ballare”.
Non solo teatro. Ti vedremo prossimamente in televisione?
“Sì, certo, farò ancora televisione: sono nella miniserie Se fossi te, con Marco Bocci e Laura Chiatti, in onda il 28 e 29 dicembre su Raiuno, dove sono un avvocato cattivo. Poi in primavera apparirò sempre su Raiuno in una nuova serie, Roberta Valente, notaio in Sorrento: interpreterò un anziano che ha perso la memoria e che ama il mare; è un personaggio poetico che ho amato molto”.
Giancarlo Leone



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