Ma c’è papà al Teatro Prati

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Ma c’è papà al Teatro Prati

Ma c’è papà al Teatro Prati.   Fino all’11 gennaio 2026, è in scena Fabio Gravina con questa pièce, scritta da Peppino e Titina De Filippo nel 1935, in origine interpretata da tutti e tre i fratelli De Filippo (Eduardo, Peppino, Titina), la cui prima rappresentazione fu al Politeama di Napoli il 17 ottobre 1935.

Ma c’è papà al Teatro Prati di Roma

Ma c’è papà al Teatro PratiMa c’è papà al Teatro Prati. Fino all’11 gennaio 2026, è in scena Fabio Gravina con questa pièce, scritta da Peppino e Titina De Filippo nel 1935, in origine interpretata da tutti e tre i fratelli De Filippo (Eduardo, Peppino, Titina), la cui prima rappresentazione fu al Politeama di Napoli il 17 ottobre 1935. Oltre ad essere interprete, Fabio Gravina cura anche la regia.

La commedia è una satira sui rapporti coniugali e dei cosiddetti “legami di sangue

Ma c’è papà al Teatro PratiLa commedia è una satira sui rapporti coniugali e dei cosiddetti “legami di sangue”. Sebbene il suocero-papà sia più “tranquillo” rispetto ad altri “agitati” protagonisti di questa commedia, l’energia non manca a questo Don Federico. Pur essendo furbo, egoista, bugiardo, riesce, però, sempre ad essere irresistibilmente simpatico nella sua antipatia, non privo, comunque, di slanci di umanità (specialmente nel finale che non vogliamo raccontare) nei suoi comportamenti disonesti e capace di mutare atteggiamento quando la situazione diventa imbarazzante.

Fabio Gravina veste magistralmente il ruolo di questo suocero-papà

Ma c’è papà al Teatro PratiFabio Gravina veste magistralmente il ruolo di questo suocero-papà, dominando la scena, ma gli altri attori, che completano il cast, non sono certo da meno, ben compenetrati nei loro ruoli e, con le loro storie, fanno sorridere e ridere grazie ai loro buffi atteggiamenti del carattere e grazie a situazioni paradossali ai limiti della sopportabilità che, indubbiamente, il pubblico sente attuali e magari ci convive. Quello che appare, comunque, è che non si cade mai nella classica macchietta. Ottimo il cambiamento di Giovannina (Sara Religioso) e la sua determinazione nel riaccogliere il marito a casa, il maniacale Stefanino (Rocco Tedeschi), esasperato dalla costante presenza del suocero Don Federico, che però riesce a suscitare tenerezza e compassione.

Bravi e divertenti gli altri personaggi della pièce

Ma c’è papà al Teatro PratiBravi e divertenti gli altri personaggi: Vincenzo (Corrado Taranto), che interpreta il fratello allegrone di Giovannina, volontariamente disoccupato e sempre in cerca di divertimenti, che fa finta di cercare lavoro; una compassata e precisina Signorina Antonietta e una Signora Amalia, maniacale per l’ordine e la pulizia, ambedue interpretate da Alida Tarallo; la Signorina Giulia, libera ed indipendente, ben interpretata da Sara Scotto Di Luzio; nel duplice ruolo del Cav. Pasquale e di un irresistibile Peppino, cameriere gay, l’attore Pierre Bresolin e Luca Cardillo nel duplice ruolo di Salvatore e Gaetano.

La sapiente regia è di Fabio Gravina

Ma c’è papà al Teatro PratiL’abilità della regia, magistralmente e sapientemente curata da Fabio Gravina, emerge nell’ottimo lavoro che riesce ad unire armonicamente tutti gli elementi di una messinscena che riesce a mantenere tempi comici esilaranti, catturando l’attenzione del pubblico dall’inizio alla fine.

Ma c’è papà, un grande successo basato su equivoci, ritmi incalzanti e tragicomici dei personaggi

Ma c’è papà al Teatro PratiMa c’è papà, un grande successo basato su equivoci, ritmi incalzanti e tragicomici dei personaggi, che sono fulcro di vicissitudini familiari degli Anni ‘30, quando certamente il valore delle relazioni era di gran lunga più poetico.

Ma c’è papà, è una pièce imperdibile, senz’altro da vedere

Ma c’è papà al Teatro PratiMa c’è papà, una pièce imperdibile, senz’altro da vedere, perché ha la capacità di unire risate e riflessioni, un approfondimento dei rapporti coniugali e familiari ed una sensibilità di trattare temi come la memoria e l’amore per la vita.

Giancarlo Leone

 

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