Finché giudice non ci separi

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Finché giudice non ci separi

Finché giudice non ci separi. Alla Sala Umberto di Roma, fino a domenica 14 dicembre e poi in tournée, la nuova e divertente commedia di Biagio Izzo, Finché giudice non ci separi, che lo vede protagonista. La regia è firmata da Augusto Fornari.

Finché giudice non ci separi

Finché giudice non ci separiFinché giudice non ci separi. Alla Sala Umberto di Roma, fino a domenica 14 dicembre e poi in tournée, la nuova e divertente commedia di Biagio Izzo, Finché giudice non ci separi, che lo vede protagonista. La regia è firmata da Augusto Fornari.

Finché giudice non ci separi è uno spaccato agrodolce sulle dinamiche post divorzio

Finché giudice non ci separiUna commedia che affronta un tema universale con sensibilità ed intelligenza, offrendo spunti di riflessione sulla natura dei rapporti umani e sulle difficoltà di superare i traumi della vita. Uno spaccato agrodolce sulle dinamiche post divorzio, con un focus particolare sulla fragilità maschile.

Finché giudice non ci separi- la trama

Finché giudice non ci separiAll’apertura del sipario, la platea si trova di fronte l’interno di un mini appartamento pieno di scatole di libri, abiti, oggetti rimasti a Massimo, il protagonista della pièce, messo ko dalla separazione consensuale. L’appartamento in un sottoscala di un palazzo di Napoli era abitato in precedenza dalla trans Manuelah che riceveva lì i clienti. Poco spazio, testi rari in pila sul pavimento per Massimo, libraio antiquario che ha speso una fortuna per volumi preziosi. Lui fatica a superare il trauma e a ricostruire la propria vita.

Gli amici di Massimo, anche loro divorziati, rappresentano variegate figure della separazione maschile: Mauro (Augusto Fornari) è il “latin lover” benestante, figlio del proprietario di un ristorante a Roma, cambia continuamente donne, continuando, però, ad essere innamorato segretamente dell’ex moglie; Paolo (Adriano Falivene), l’amico più sensibile e comprensivo che, alla fine, farà coming out, accettato dagli amici increduli; Roberto (Roberto Giordano), assicuratore che vive separato in casa con l’ex coniuge che ancora comanda e continua a lavorare con lei. Fa anche la sua comparsa l’ex moglie di Mauro (l’attrice Adele Vitale).

Finché giudice non ci separiMassimo, libraio antiquario, dopo la separazione dolorosa, si ritrova privato della casa e della custodia della figlia, ed è costretto a versare un cospicuo assegno mensile all’ex moglie. Disperato, tenta il suicidio, ma viene salvato dai suoi tre amici, anch’essi alle prese con le proprie vicissitudini sentimentali. La svolta che complica le cose, con ulteriori elementi di conflitto di riflessione, avviene quando Massimo scopre che la sua vicina di casa, che abita all’attico di quel palazzo, è proprio la giudice che ha gestito la sua separazione (il personaggio lo interpreta l’attrice Carla Ferraro). Seguiranno a questa sconvolgente notizia una serie di situazioni comiche e paradossali. Ma alla fine ci sarà un lieto fine per tutti, anche per la giudice.

Biagio Izzo dimostra ancora una volta la sua versatilità artistica affiancato da un cast all’altezza

Finché giudice non ci separiBiagio Izzo dimostra ancora una volta la sua versatilità artistica, passando con naturalezza dal registro comico a quello più intimista, regalando al pubblico una performance intensa e coinvolgente. La sua comicità non si smentisce mai, diretto in modo magistrale, ci ha fatto vedere questa volta sia il suo lato da grande comico qual è, ma anche più drammatico, semplicemente eccezionale in scena. Affiancato da un cast meraviglioso, che fa da supporto, offrendo valide interpretazioni, si ride e si riflette in continuazione. Azzeccata la metafora del montaggio della libreria, che evidenzia il tentativo di ricostruire le proprie vite dopo il divorzio, simboleggiando la fragilità e la vulnerabilità dei protagonisti.

La regia della pièce è di Augusto Fornari, con la scenografia di Massimo Comune, e le musiche del Gruppo SMP 

Finché giudice non ci separiLa regia di Augusto Fornari (che interpreta uno degli amici di Massimo, Mauro) bilancia sapientemente momenti di comicità irresistibile con spunti di riflessione sulle difficoltà della separazione e sulla possibilità di una rinascita personale. La scenografia, curata da Massimo Comune, essenziale, efficace, ma anche funzionale, rappresenta perfettamente lo stato d’animo dei protagonisti; le musiche del Gruppo SMP molto appropriate contribuiscono a creare l’atmosfera giusta per la pièce; i dialoghi frizzanti e le battute sagaci tengono alto il ritmo dello spettacolo.

Finché giudice non ci separi è una commedia da vedere senz’altro

Finché giudice non ci separiFinché giudice non ci separi è una commedia da vedere senz’altro, per la comicità brillante e perché tra risate e colpi di scena, porta il pubblico a riflettere sulle dinamiche amorose e sulle sfide della vita di coppia.

Giancarlo Leone

 

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