Donatella Pandimiglio si racconta in un volume. Libro d’esordio, intitolato Note, per l’attrice, cantante e vocal coach. L’abbiamo ammirata tante volte a teatro, oggi in questo racconto, possiamo conoscere la sua vita artistica ed emotiva.
Donatella Pandimiglio si racconta in un volume. Libro d’esordio, intitolato Note, per l’attrice, cantante e vocal coach. L’abbiamo ammirata tante volte a teatro, oggi in questo racconto, possiamo conoscere la sua vita artistica ed emotiva. E’ un vero piacere leggere questo libro, che racconta anche un po’ della nostra vita italiana televisiva e teatrale.
Il libro racconta 47 anni di carriera luminosa
Leggendo questo libro ci si perde nei racconti e negli incontri, tanti, molti anche che hanno cambiato la vita a Donatella Pandimiglio, una cavalcata di bei ricordi e tante importanti conoscenze che le hanno permesso di raccontare 47 anni di carriera, tutti fortunati.
Sin da piccola ha sempre mostrato una predilezione per la musica e per lo spettacolo
La futura attrice e cantante, già all’età di 2 anni ballava e cantava davanti all’unica tv del palazzo, che trasmetteva il programma di punta del sabato sera. Forse una delle tante edizioni di Studio Uno, varietà di punta di quegli anni con la regia di Antonello Falqui? Poi qualche anno dopo i suoi genitori la portarono a vedere, ancora piccola, per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma, La Boheme, che la folgorò.
Come rimase folgorata quando cominciò a vedere programmi tv musicali come Studio Uno, Canzonissima, Festival di Sanremo, ma anche le commedie in tv di Eduardo De Filippo, di Gilberto Govi, gli sceneggiati come La cittadella con il mitico e tenebroso Alberto Lupo, E le stelle stanno a guardare, Il commissario Maigret, con un magistrale Gino Cervi. Ma anche il cinema non lascia indifferente la giovane Pandimiglio: tra i tanti film musicali visti un’adorazione, che tutt’oggi continua, per Barbra Streisand in Funny Girl. La folgorazione era massima.
Il racconto delle prime pagine è dedicato alla gioventù
Tutto questo è raccontato nelle prime pagine. Ma il suo viaggio artistico cominciò nel lontano 1978, con una grande tournée con la soubrette più amata di allora, Minnie Minoprio. E l’amicizia ancora oggi continua. L’anno dopo firmò un contratto come corista per il programma di Raiuno, Luna Park, condotto da Pippo Baudo.
Sono veramente tanti gli episodi e gli incontri raccontati in questo libro. Ma dal 1988 il teatro comincia a rappresentare per la Pandimiglio il fulcro del suo lavoro e della sua vita, e, perché no, la sua svolta artistica: in un pomeriggio di dicembre di quell’anno il suo amico musicista Riccardo Biseo le disse che al Teatro Sistina di Roma stavano cercando un’attrice, per chiudere il cast di una nuova grande produzione. Doveva fare un provino, quasi non voleva presentarsi, ma delle volte il destino è benevolo: il Maestro Biseo insistette e lei andò.
Tanti gli spettacoli di successo di questa grande artista poliedrica
Beh, quel provino le cambiò la vita e la carriera, perché quello spettacolo che avrebbe avuto come protagonista Gigi Proietti era I 7 Re di Roma, di cui ancora se ne parla. Lei si presentò e cantò la famosa canzone tratta da Rugantino della Ditta Garinei e Giovannini, Roma nun fa la stupida stasera. Le dissero come si usa dire in queste circostanze, “Benissimo le faremo sapere”. Lei non ci credeva molto, ma il giorno dopo arrivò una telefonata dal Sistina, dove le chiesero di tornare per fare un altro provino, ma questa volta con Proietti, un attore che lei stimava e adorava. Bastò l’esclamazione di Proietti alla fine del provino: rivolgendosi a Pietro Garinei esclamò: “A Piè … Beh … mejo de così!”. Da lì cominciarono i successi della sua carriera e tanti altri spettacoli bellissimi. Non ve li stiamo a raccontare, il libro parla per loro.
Leggendo questo libro troverete una narrazione scorrevole ed empatica, che mette come fulcro le vicende principali, che hanno caratterizzato le scelte della Pandimiglio sul piano artistico ed umano, come donna impegnata in prima persona a ritagliarsi ed in modo del tutto autonomo, un ruolo preciso nell’ambito dei suoi affetti, e del mondo professionale.
Nell’ultimo capitolo ci sono tante testimonianze che esaltano il talento dell’artista
E non dimenticate di leggere l’ultimo capitolo, forse quello più bello ed intenso, intitolato “ora mi raccontano gli altri”, dove l’autrice raccoglie tante testimonianze in forma di dedica e, in alcuni casi, anche lettere indirizzate alla stessa Donatella Pandimiglio. Tra le tante testimonianze, quelle forse più significative quella della stilista Anna Fendi, di Christian De Sica, dell’attrice Elena Sofia Ricci, dello sceneggiatore e autore televisivo Giancarlo Governi, di Gigi Proietti, del Direttore artistico del Sistina e regista Massimo Romeo Piparo, del giornalista e critico cinematografico Morando Morandini, di Marisa Laurito, del regista e autore Pier Francesco Pingitore, dei musicisti Riccardo Biseo e Nicola Piovani, dello scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami, di Leo Gullotta, di Jimmy Falqui, moglie del grande regista Antonello Falqui.
Giancarlo Leone



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