A tu per tu con Giorgio Pasotti

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A tu per tu con Giorgio Pasotti

A tu per tu con Giorgio Pasotti. Dopo la conferenza stampa di presentazione della serie tv L’appartamento sold out, le cui puntate sono fruibili dal 28 novembre su RaiPlay, Visum ha incontrato l’attore Giorgio Pasotti, uno dei principali protagonisti della serie.

A tu per tu con Giorgio Pasotti protagonista de L’appartamento sold out

L’appartamento sold outA tu per tu con Giorgio Pasotti. Dopo la conferenza stampa di presentazione della serie tv L’appartamento sold out, le cui puntate sono fruibili dal 28 novembre su RaiPlay, Visum ha incontrato l’attore Giorgio Pasotti, uno dei principali protagonisti. Nel cast della fiction, la cui regia è affidata a Giulio Manfredonia e Francesco Apolloni, troviamo anche Liliana Fiorelli, Mohamed Zouaoui e la giovanissima Nina Sciarappa nel ruolo di Irene.     

L’appartamento sold out su RaiPlay Pasotti, che nella presentazione della fiction si è detto orgoglioso di aver condiviso questo progetto che racconta “una verità assoluta e non stereotipata”, ha parlato di una serie tv che vuole smontare i luoghi comuni. La difficile convivenza tra culture diverse, ma anche il rapporto problematico tra Armando, un padre separato (interpretato proprio dallo stesso Pasotti), e la figlia tredicenne Irene (Nina Sciarappa), costituiscono l’ossatura narrativa di questa fiction.

Una serie tv, L’appartamento sold out, che fa riflettere. E lo fa con leggerezza, suscitando emozioni. Nell’intervista, Pasotti riflette inoltre sull’importanza del dialogo tra esseri umani per superare contrasti e conflitti, e su come questo sia la chiave che apre la porta alla comprensione tra le persone. Il dialogo è dunque un viaggio dentro noi stessi per capire veramente chi siamo, e qual è il nostro rapporto con gli altri.

Giorgio Pasotti: L’appartamento sold out è una serie televisiva che vuole smontare i luoghi comuni?

L’appartamento sold out“Assolutamente sì. E ci riesce. E’ la grande scommessa, messa in atto dalla Rai, dagli sceneggiatori, dai registi, ma anche da noi attori; una scommessa assolutamente vinta. Siamo riusciti a raccontare uno spaccato di vita vero, complicato e complesso, perché le dinamiche che raccontiamo sono diverse e molto variegate. Non è solo un confronto tra culture diverse, ma è un confronto vero e molto attuale rispetto alle problematiche che questo comporta. La diversità, o un rapporto di un padre con una figlia, sono temi che si inseriscono in un contesto che è un microcosmo chiuso in quattro pareti. Questo viene raccontato con grande intelligenza, con grande ironia, ma anche con grande profondità, tanto da arrivare a commuovere. Tante persone sono uscite commosse di fronte ai vari argomenti che noi abbiamo raccontato”.

Riflessione e leggerezza sono due ingredienti di questa fiction?

L’appartamento sold out“Io credo che il mondo dello spettacolo e, più in generale, chi fa questo mestiere, dovrebbe tener a mente e pensare che ciò che uno fa non è puro intrattenimento, ma dovrebbe esserci sempre un secondo fine. Prendo a prestito le parole di un mio conterraneo, Ermanno Olmi, il quale diceva che “ogni forma artistica, il cinema compreso, dovrebbe aiutare a stimolare un pensiero, una riflessione”. Questa serie ha una forza e un impatto potentissimi, anche se ti arrivano con grande leggerezza. Tutti dicono che la serie è carina e deliziosa, ma in realtà poi ne vengono scossi, perché la ripensano nel corso delle ore, dopo averla vista, e si trovano invece ad affrontare pensieri che normalmente ti sfiorano. Vedendo questa serie ognuno fa coscienza di questo e fa i propri ragionamenti. Questo è importante”.

Il dialogo tra esseri umani, che dovrebbe essere la cifra del nostro tempo, è un’altra chiave di lettura della serie? 

L’appartamento sold out“Assolutamente sì. Il dialogo deve essere la chiave per poter vivere. Nel dialogo, alle volte si eccede nella lite e si eccede, come anche succede in questa serie, in azioni che possono essere deplorevoli, ma che si risolvono non solo con il dialogo ma, soprattutto, con la conoscenza di ciò che noi crediamo essere diverso. Ma anche noi siamo diversi rispetto alle nostre idee e ai nostri preconcetti.”.

Andrea Magliocco  

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