Il Commissario Ricciardi terza stagione. Dal 10 novembre, riprendono, su Rai 1, in prima serata, le puntate della popolare serie tv della Rai. Previste quattro puntate.
Riprendono, dal 10 novembre, le nuove puntate del Commissario Ricciardi
Il Commissario Ricciardi. Terza stagione. Dal 10 novembre, riprendono, su Rai 1, in prima serata, le puntate della popolare serie tv della Rai. Previste quattro puntate. La regia è affidata a Gianpaolo Tescari, e la fiction è coprodotta da Rai Fiction e da Clemart Srl.
Il Commissario Ricciardi, terza stagione – Anticipazioni
Nella terza stagione, il popolare commissario (Lino Guanciale), dopo un serrato corteggiamento, si apre senza paura alla sua dirimpettaia Enrica Colombo (Maria Vera Ratti). Lo fa chiedendo il permesso al padre, il Cavalier Colombo (Massimo De Matteo), e sfidando le ritrosie della madre di Enrica. Nel frattempo il brigadiere Raffaele Maione (Antonio Milo) è tormentato per la perdita del figlio Luca, il dottor Modo (Enrico Iannello) deve aiutare il figlio di Lina, mentre Livia (Serena Iansiti) si lega al Maggior Manfred (Christoph Hülsen), cercando di liberarsi di Falco (Marco Palvetti), fascista e uomo della polizia politica.
Anna Pia Ammirati, Direttrice Rai Fiction: “Con Ricciardi siamo riusciti a raggiungere uno degli obiettivi più ambiziosi”
Durante la conferenza stampa, che si è tenuta negli studi televisiva di via Teulada a Roma, la Direttrice di Rai Fiction, Anna Pia Ammirati, si è detta felice della riuscita di questa serie tv. Per Ammirati, la terza stagione è “straordinaria”(..). Ringrazio i coproduttori”, ha proseguito Ammirati, “che, con grande tenacia, portano avanti un lavoro che è diventato sempre più difficile, sempre più ambizioso, e sempre più complicato. Noi alziamo l’asticella della qualità dei nostri obiettivi. Ricciardi è tra gli obiettivi più ambiziosi che abbiamo provato in questi ultimi anni, e noi ci siamo riusciti”.
Gianpaolo Tescari, regista: “Ricciardi costruisce una storia con Enrica. Il Commissario matura un antifascismo nell’anima”
Il regista della serie tv, Gianpaolo Tascari, mette in risalto la novità più importante di questa stagione. Per Tescari, l’apertura di Ricciardi a Enrica “non è più solo un guardarsi entro la finestra e riuscire a cogliere l’amore dell’altro, non è più sfuggire da un pretendente tedesco, ma è un costruire una storia”. Un’altra importante direzione di questa terza stagione, è il rapporto tra Ricciardi e il fascismo. Il Commissario “non è antifascista nelle azioni, lo è nell’anima. (…). In questa stagione, Ricciardi combatte decisamente, e senza paura, contro i servizi segreti e contro il potere cattivo di alcuni personaggi”.
Lino Guanciale: “Amando Enrica, Ricciardi dismette la corazza e riscopre la possibilità di essere felice”
Lino Guanciale svela la svolta del Commissario, iniziata già sul finire della seconda stagione, quando chiede al padre di Enrica di poter frequentare la figlia. Questo è un punto di svolta importante, perché segna la continua evoluzione del personaggio di Ricciardi. “Il Commissario fa un’esperienza di fuori controllo, e l’arco di crescita è tale che non soltanto sorride, ma ride. Avendo dismesso una corazza, si chiude un cerchio. Ricciardi riscopre la possibilità di essere felice”.
“Ho la fortuna di lavorare con Carlo Verdone. Sto lavorando a L’invisibile, e ho finito di girare Le libere donne”
Guanciale parla poi di Carlo Verdone (con cui sta girando il film Scuola di seduzione Ndr): “Lavorare con Carlo (Verdone Ndr.)è stato magnifico, ti trovi a lavorare con un amico di infanzia. Se hai la possibilità di lavorare con uno che ammiri molto, dì a te stesso che sei fortunato, e poi lavora”. Guanciale svela che sta lavorando a L’Invisibile, sulla cattura di Matteo Messina Denaro, e ha finito di girare Le libere donne, tratto da Le libere donne di Magliano, romanzo autobiografico, scritto dallo psichiatra Mario Tobino nel 1953. Questa serie racconta il disagio della condizione femminile negli Istituti di Salute Mentale nell’Italia degli anni Cinquanta.
Livia ha una femminilità diversa rispetto all’epoca in cui vive. Enrica è figlia del suo tempo, ma è una donna che persegue i propri obiettivi
La serie tv è anche uno spaccato dell’Italia degli anni ’30, e dà modo di riflettere sul ruolo delle donne. Se “Livia, è una donna molto moderna” come ha spiegato Serena Iansiti, “con una femminilità diversa rispetto a un epoca in cui questa libertà non era accettata”, Enrica, che viene da una classe sociale agiata, scegli la propria strada. Come ha ricordato Maria Vera Ratti “nonostante abbia parecchi divieti e parecchie regole da seguire, quando poi vuole una cosa, trova la libertà e la forza per perseguirla” .
Andrea Magliocco



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