Caterina Murino: “Ecco la mia Rosaura, vedova scaltra”. E’ in scena al Teatro Quirino di Roma, fino al 7 dicembre, La vedova scaltra di Carlo Goldoni, dove il personaggio di Rosaura, viene interpretato da Caterina Murino. Visum ha intervistato l’attrice.
Caterina Murino: “Ecco la mia Rosaura, vedova scaltra”
E’ in scena al Teatro Quirino di Roma, fino al 7 dicembre, La vedova scaltra di Carlo Goldoni, dove il personaggio di Rosaura, viene interpretato da Caterina Murino.
La pièce goldoniana approda a Roma dopo i successi di Parigi con un mese di sold out
Dopo i successi in Francia, dove la messinscena ha debuttato, con vasti consensi di pubblico e critica, ora approda finalmente in Italia. La vedova scaltra è una pièce magistralmente comica di Goldoni, messa in scena la prima volta nel 1748, ma è anche la “prova generale” de La locandiera, che consacrerà l’autore veneziano, come il più moderno tra i moderni e soprattutto il più sensibile al tema dell’emancipazione femminile.
Questa nuova messa in scena è a cura di Giancarlo Marinelli con un cast di primo ordine
In questa nuova messinscena, diretta da Giancarlo Marinelli, con Caterina Murino completano il cast Giorgio Borghetti, Patrizio Cigliano, Mino Manni, Serena Marinelli e Lorenzo Volpe. Visum ha intervistato Caterina Murino, che risiede a Parigi dal 2004 e per questo spettacolo ha fatto da ponte fra Italia e Francia creando i presupposti perché il sogno di una grande produzione italo-francese diventasse realtà.
Caterina, pensava che questa versione della pièce di Goldoni avesse tanto successo in Francia?
“No, assolutamente no, non pensavo che il suo debutto in Francia, registrasse un mese di sold out e ovazioni. Comunque il tutto, è stato molto inatteso. Già creare un ponte teatrale tra Francia e Italia è stato un grande impegno faticoso, fra due produttori che non si conoscevano, avendo solo me come garanzia. Ho caldeggiato molto il regista Giancarlo Marinelli che ha fatto l’adattamento, e che era ai francesi sconosciuto, ma ha subito sedotto tutti fin dal primo momento. E quando è riuscito a mettere su questa creazione folle e metterla sul palco, ha conquistato anche il pubblico e la critica. Ed io ero molto, molto orgogliosa, perché tutto ciò, è stata una mia creazione e ho visto che tutti adoravano Marinelli”.
Secondo lei, esiste veramente una rivalità fra Molière e Goldoni?
“Indubbiamente sono due grandi autori, ma teatralmente non li vedo molto simili; così non la pensavano i francesi che dicevano che Goldoni era il Molière italiano. E’ stato magnifico vedere il pubblico affascinato da una Venezia straordinaria, portata a Parigi. Ma ora sono anche felice di portare in Italia questo gioiello, che ho creato a Parigi”.
Com’è la sua Rosaura, la “sua” vedova scaltra?
“E’ un mix di colori, immagini e suoni diversi fra loro. Quando ho iniziato ad esaminare il copione, a studiare Rosaura non ci capivo nulla, ma Marinelli mi ha tranquillizzato, non dovevo studiare nulla, perché lei è un personaggio a sé stante. Con Pantaleone è una ragazza sopraffatta; con la cugina serva è un po’ padrona, ma anche amica e serva. Quanto ai quattro pretendenti, con l’inglese è molto seduttiva, l’italiano lo tratta come se fosse suo marito, e quindi non fa altro che rimproverarlo, è emozionata nel vedere in casa sua un nobile spagnolo, è affascinata dal francese. La stessa Rosaura si sorprende, trovandosi di fronte a tutti questi personaggi così diversi fra loro, vive il tutto attimo per attimo, per non sembrare un personaggio sempre uguale”.
Giancarlo Leone



PDF/PRINT clicca qui






