Allegro ma non troppo. Dal 2 novembre su Rai 3. Questo è il titolo del nuovo programma, condotto da Luca Barbareschi, in onda, da domenica 2 novembre, alle 23.10, su Rai 3. In programmazione, diciotto puntate. La prima, ha fatto registrare 466.000 spettatori, con il 4.3% di share.
Allegro ma non troppo. Il talk culturale condotto da Luca Barbareschi gioca sulle contraddizioni della natura umana
Allegro ma non troppo. Questo è il titolo del nuovo programma, condotto da Luca Barbareschi, in onda, da domenica 2 novembre, alle 23.10, su Rai 3. In programmazione, diciotto puntate. Si tratta di un talk show culturale in cui due ospiti, diversi tra loro, saranno intervistati dal conduttore attorno a un tema comune. Due modi diversi di intendere la realtà, accompagnano il viaggio, nelle contraddizioni della natura umana. Luca Barbereschi si interroga dunque sulle tensioni che agitano le dualità presenti in ogni uomo; lo fa mettendo insieme improvvisazione, intrattenimento e cultura.
Fabrizio Zappi, Direttore Rai Cultura: “Vogliamo rendere popolare la cultura. Luca Barbareschi alimenta il linguaggio delle emozioni”
Durante la conferenza stampa, che si è tenuta negli studi Rai di via Teulada, il Direttore di Rai Cultura, Fabrizio Zappi, ha illustrato i temi della prima puntata (la stupidità cui si contrappone la competenza). Propri i contrasti hanno spinto Zappi a ragionare sulla dualità tra il concetto di cultura e l’intrattenimento. Per Zappi, la cultura si deve ibridare con l’intrattenimento ed essere popolare. A tal proposito, ha dichiarato “che Luca (Barbareschi Ndr.) è la persona ideale per rappresentare questa nostra ambizione, perché è una persona che si nutre molto di conflitti, e talvolta li alimenta. Attraverso questa sua curiosità, alimenta molto il linguaggio delle emozioni, arrivando al cuore del pubblico”.
Luca Barbareschi: “Vorrei riuscire a parlare di cose molto serie, ridendo e scherzando”
Luca Barbareschi ha illustrato qual è l’essenza del programma. Allegro ma non troppo, che andrà in onda dagli studi Rai di Napoli, mette in evidenza l’importanza della competenza quale bussola fondamentale per orientarsi nella società di oggi. Barbareschi ha posto l’accento sull’eccesso di comunicazione, allargando il grandangolo dell’osservazione sulla televisione odierna, e ha spiegato come orientarsi nel mare magnum della moltitudine di canali. Barbareschi, ha poi dichiarato che vorrebbe “riuscire a raccontare qualcosa di specifico, informativo, elaborativo, sul piano dell’elaborazione affettiva nei riguardi del pubblico. In ogni puntata, vorrei riuscire a parlare di cose molto serie, ridendo e scherzando”.
“Il dubbio è importante. I libri e i film belli non sono dogmatici”
Visum ha poi posto una domanda al conduttore di Allegro ma non troppo, sul fatto che l’essenza del programma sia da ricercarsi nella necessità di coltivare il dubbio, in un momento in cui si tende a semplificare la realtà. “Il dubbio è importante”, ha ricordato Barbareschi. “Spero di avere (tra gli ospiti Ndr.) persone che la pensano diversamente da me, e che la risultante di questo incontro, sia stimolante per il pubblico. I libri e i film belli non sono dogmatici”.
“C’eravamo tanto amati mi ha dato tanta popolarità. Ho rinunciato a fare il pentito di mafia al Grande Bluff”
Il conduttore di Allegro ma non troppo ha infine ricordato il successo, in termini di popolarità, di C’eravamo tanto amati; il programma, ideato da Fatma Ruffini, ha avuto molto successo, tanto che è stato acquistato negli Stati Uniti, per conto della Fox, e ne hanno realizzato un’edizione intitolata That’s Amore. L’esperienza televisiva più divertente e trasgressiva è stata però Il Grande Bluff. Di questo programma, Barbareschi ha poi svelato un aneddoto: “Mi ero messo d’accordo per farmi arrestare, come pentito di mafia. Io venivo arrestato e, una volta in galera, avrei detto la verità. Un magistrato molto in gamba, mi ha sconsigliato di andare oltre”.
Andrea Magliocco


PDF/PRINT clicca qui






