Titus, why don’t you stop the show?

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Titus, why don’t you stop the show?

Titus, why don’t you stop the show?. E’ in scena Teatro Quirino di Roma, questo spettacolo tratto dal Tito Andronico di Shakespeare, con l’adattamento di Davide Sacco.

Titus, why don’t you stop the show?

Titus, why don’t you stop the show? Titus, why don’t you stop the show? L’orrore, elegia della violenza al Teatro Quirino. E’ in scena in questo teatro capitolino, questo lavoro adattato da un cerebrale Davide Sacco, tratto dal “Tito Andronico” di Shakespeare. Un debutto per il teatro romano.

Titus, why don’t you stop the show? E’ una rappresentazione originale, che coinvolge la platea

Titus, why don’t you stop the show? E’ una rappresentazione davvero originale, certamente al di  fuori dalle instabili norme del teatro, con una messa in scena che non soltanto coinvolge la platea, ma la invade letteralmente, limitando i posti riservati agli spettatori, i quali vengono coinvolti in una marea di drammatiche sensazioni, che variano dal patetico all’orrido.

E’ la rappresentazione della violenza, del suo crescere esponenziale, della cattiveria umana

Titus, why don’t you stop the show? E’ la rappresentazione della violenza, del suo crescere esponenziale, della cattiveria umana, delle vendette perpetrate quasi sempre ingiustamente, della follia degli uomini che riescono a mutare, per squallidi e nemmeno tanto sottintesi interessi. E’ il destino del popolo romano, narrato descrivendo la storia di un immaginario generale quirita, che si vuole vendicare di Tamora, regina dei Goti sconfitti nell’anno 386 d. C., dal generale romano Tito Andronico, uccidendone il primo figlio per vendetta sacrificandolo alla memoria dei soldati di Roma caduti durante la guerra.

L’opera di Shakespeare, si ispira a Seneca ed Ovidio, con l’adattamento del regista Davide Sacco  è di genere estremamente violento e sanguinario

Titus, why don’t you stop the show? L’opera di Shakespeare, che si ispira a Seneca ed Ovidio, per come adattata per il palcoscenico da Sacco – che ne è anche il regista – è di genere estremamente violento e sanguinario, ma da questa apparentemente strana ed inusitata rappresentazione lo spettatore, dovrebbe trarre comunque un insegnamento. Il genere umano dovrebbe cominciare a reagire contro la violenza, indignandosi, anche gridando ad alta voce, reagendo alla piattezza del nostro tempo che tutto accetta, soprattutto le brutture e l’orrore.

Ottimi gli interpreti in scena, specialmente considerando la complessità del lavoro e la sua estrema crudezza

Titus, why don’t you stop the show? Ottimi gli interpreti in scena, specialmente considerando la complessità del lavoro e la sua estrema crudezza, con una Marianella Bargilli regina del palcoscenico nei panni di Tamora e di Guglielmo Poggi, Francesco Montanari, Ivan Olivieri, Beatrice Coppolino, oltre che di un nutrito cast che si muove all’interno una particolare sceneggiatura modernizzata da ponteggi, funi, carrucole, invasa dal sangue che scorre a rivoli, ideata da Fabiana De Marco che fa da sfondo all’idea. Ben riuscita, di trasportare al tempo attuale la violenza descritta.

Andrea Gentili

 

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