Il berretto a sonagli alla Pirandelliana. Anche quest’anno, nella splendida cornice del Giardino della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all’Aventino, a Roma, ritorna l’appuntamento estivo consueto, fino al 26 luglio, della Pirandelliana, giunta alla XXIX edizione, sempre con la Direzione artistica di Marcello Amici della storica Compagnia La Bottega delle Maschere. La commedia è in scena il 23 e il 26 luglio.
Il berretto a sonagli alla Pirandelliana
Il berretto a sonagli alla Pirandelliana. La commedia è in scena ancora in scena il 23 e il 26 luglio. Prima de Il berretto a sonagli, è andata in scena la Novella, La verità. In questa breve Novella Tararà (ad interpretarlo Camillo Campochiaro), il protagonista, confessa al giudice (Marco Tonetti) che, pur avendo sospettato che la moglie lo tradisse con il Cavaliere Fiorica, per cui ha preferito tacere e fingere di non vedere. Per colpa della moglie del Cavaliere Fiorica, tormentata dalla gelosia, la verità ha prevalso sulla menzogna. Il conflitto insanabile tra verità e menzogna, tra l’essere e l’apparire è descritto ed analizzato in modo esemplare.
La commedia scritta in siciliano nel 1916 è stata rappresentata in lingua nel 1923
Ne Il berretto a sonagli (cavallo di battaglia della Compagnia La Bottega delle Maschere, commedia scritta in siciliano nel 1916 e rappresentata in lingua nel 1923, a Roma) la vicenda drammatica ha uno sviluppo diverso. La signora Beatrice Fiorica è sposata con un ricco commerciante e vive in condizioni agiate proprie della borghesia siciliana, in un piccolo paese siciliano. Lei è ossessionata dall’idea e dal sospetto, che suo marito la tradisca da tempo con la bella e giovane consorte dello scrivano Ciampa, un dipendente del Cavaliere Fiorica.
Il berretto a sonagli – la trama
Nella prima parte del dramma, la signora Beatrice, parlando con la Saracena, una rigattiera, una megera che somiglia ad una femminista di adesso, le confessa che ha ordito un piano per smascherare suo marito, e coglierlo sul fatto. La signora Beatrice ha ricevuto in restituzione da suo fratello Fifì una consistente cifra di denaro che gli aveva dato in prestito. Dovendo riscattare i gioielli che aveva impegnato per ottenere il prestito in denaro, la signora Beatrice fa chiamare Ciampa, collaboratore di suo marito. Essendo lui assente per lavoro, la signora Beatrice gli affida il compito di recarsi a Palermo per restituire il denaro, ricevere indietro i suoi preziosi ed acquistare una collana di perle. Ciampa, un intellettuale molto avveduto e acuto, notando che la signora Beatrice è posseduta dalla gelosia, che la ossessiona e la tormenta, osserva che nella nostra mente ci sono tre corde: quella seria, quella civile e quella pazza. Se non ci fosse la corda civile nella nostra mente, la società umana non potrebbe esistere. Al momento della nascita non tutti riceviamo da Dio il soffio divino e siamo destinati a recitare un ruolo in base alla maschera che indossiamo di fronte alla società e al mondo.
La finzione e le apparenze, secondo la filosofia di Ciampa, sono l’essenza della vita umana
Pur non essendo la maschera un orpello che dissimula la nostra identità, Ciampa fa notare che noi tutti pretendiamo che essa sia rispettata nella società dalle persone, con cui abbiamo relazioni umane. La finzione e le apparenze, secondo la filosofia di Ciampa, sono l’essenza della vita umana. La signora Beatrice, sempre più determinata nel voler mettere in atto il suo piano, fa chiamare il delegato di pubblica sicurezza Spanò, al quale consegna la chiave del negozio di suo marito, che ha ricevuto da Ciampa, allontanatosi dal luogo del lavoro. Il Cavaliere Fiorica, reduce dal suo viaggio di lavoro, viene trovato in un locale del suo negozio da un funzionario della pubblica sicurezza con la moglie dello scrivano Ciampa.
Secondo Ciampa nella nostra mente ci sono tre corde: quella seria, quella civile e quella pazza
Il Cavaliere Fiorica, scoperto, ingiuria il funzionario della sicurezza e viene, quindi, arrestato con la moglie di Ciampa. La signora Beatrice, orgogliosa e felice di aver scoperto la verità e smascherato suo marito, viene raggiunta in casa da sua madre e da suo fratello che l’accusano di aver provocato uno scandalo e messo in crisi il suo matrimonio. Ritornato dal suo viaggio da Palermo, Ciampa, appresa la brutta notizia, si reca dalla signora Beatrice. Sconvolto e addolorato, davanti al delegato Spanò e ai familiari della signora Beatrice, ammette, prima, che vorrebbe uccidere sua moglie e il Cavaliere Fiorica, perché non può sopportare questo scandalo a seguito dell’adulterio perpetrato. Il delegato Spanò, per evitare che si consumi il delitto, si accorge che nel verbale non si fa alcun riferimento all’adulterio.
L’utilità della corda della pazzia
Ciampa, allora, tornato razionale dopo essere stato impulsivo ed emotivo, ammettendo che sulla corda civile ha prevalso quella pazza, intuisce che si può trovare una soluzione. La signora Beatrice, dovrà apparire agli occhi di tutti gli abitanti del piccolo paese come una donna pazza. Essa, infatti, proprio perché considerata pazza a causa della sua gelosia, andrà in manicomio per ricevere durante i tre mesi in cui sarà ricoverata, delle cure appropriate.
Il testo pirandelliano è attualissimo per suo racconto della violenza contro la donna
Mai così attuale appare il teatro di Pirandello in questa commedia per il suo racconto della violenza contro la donna. La signora Beatrice è una moglie tradita che vuole vendetta contro il marito, ma finisce lei stessa per diventare vittima di una comunità maschilista, che per soffocare lo scandalo, preferisce farla passare per pazza.
Bravissimi tutti gli attori, a cominciare dalle superbe capacità interpretative e registiche di Marcello Amici
Bravissimi tutti gli attori, a cominciare dalle superbe capacità interpretative e registiche di Marcello Amici, nel ruolo di Ciampa, che ancora una volta ci lascia stupefatti per la straordinaria intensità, carisma e capacità di introspezione nel complesso universo della drammaturgia di Luigi Pirandello.
Del tutto convincenti ed emozionanti le interpretazioni di Mirella Martinelli, nel ruolo di una passionale ed impetuosa Beatrice Fiorica e di Marco Sicari, che veste i panni di suo fratello Fifì La Bella. Irresistibile e brava Maria Raffaella Pisanu, una tenera e simpaticissima Fana, l’anziana serva di casa Fiorica. Ottima anche l’interpretazione di Beatrice Picariello, nel ruolo de La Saracena.
Il clou dello spettacolo è il monologo del I atto dove Ciampa espone la propria visione dell’esistenza delle tre corde
Il momento clou dello spettacolo è il monologo del primo atto dove lo scrivano Ciampa espone in maniera dettagliata la propria visione sui generis dell’esistenza delle tre corde, l’orologio in testa, la seria, la civile e la pazza. Bravo e credibile anche Marco Bellizi, nel ruolo del delegato Spanò.
Giancarlo Leone



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