Divagazioni e delizie al Parioli. E’ in scena al Teatro Parioli di Roma, fino al 22 dicembre, questo spettacolo tradotto e diretto da Daniele Pecci, anche unico protagonista sul palco. Assolutamente imperdibile.
Divagazioni e delizie al Parioli
Divagazioni e delizie al Parioli. E’ in scena al Teatro Parioli di Roma, fino al 22 dicembre, questo spettacolo tradotto e diretto da Daniele Pecci, anche unico protagonista sul palco, un istrione nella recitazione.
Un testo che è una sapiente selezione di saggi, romanzi, lettere, racconti brevi, commedie e aforismi dell’intramontabile e tormentato Oscar Wilde
Una sapiente selezione di saggi, romanzi, lettere, racconti brevi, commedie e aforismi dell’intramontabile e tormentato Oscar Wilde. E’ lo stesso Oscar Wilde a mettere a nudo i propri pensieri, con un flusso di coscienza impetuoso, ma anche interattivo. Si narra la condizione per cui lo scrittore esule in Francia, dopo un brutto, oscuro periodo nelle prigioni francesi, stanco, malato, affetto da infezioni che lo costringono a sopportare forti dolori fisici, carico di debiti, sia stato costretto a diventare la sceneggiatura di sé stesso, affittando piccoli teatri, per raccontarsi e farsi conoscere come “mostro” che gli altri hanno sempre visto in lui.
Daniele Pecci ha saputo estrarre dal dolore di un poeta lacerato nel profondo il senso di oppressione di un’anima libera
Uno scandalo vivente che, per poter mangiare mortifica i propri sentimenti anestetizzati dalla crudeltà di una società ipocrita. Oscar Wilde è conosciuto come un lussurioso, facendo dell’arte un’unica fonte del sublime estetico e morale, una morale libera, appagante e sconfinata. Daniele Pecci ha saputo estrarre dal dolore di un poeta lacerato nel profondo il senso di oppressione di un’anima libera, che non ha mai vissuto pienamente il vero amore per l’esistenza. Una performance autobiografica che gravita intorno alla figura di un uomo di letteratura molto contorto.
Il pubblico con questa pièce scopre la follia penetrante, dell’ultimo anno di vita di Oscar Wilde
Il pubblico con questo spettacolo ha potuto scoprire un Oscar Wilde insolito, stremato dalle torture del sistema del tempo e di rivivere la follia penetrante del suo ultimo anno di vita, il 1899.
Un racconto nel racconto, carico di emozioni dal retrogusto nostalgico
Un racconto nel racconto, carico di emozioni dal retrogusto nostalgico. Il poeta entra in scena, in maniera sarcastica ed interagisce con il pubblico mostrando, un amaro senso di rassegnazione alla chiusura di un mondo superficiale. Il monologo prosegue lentamente, con la voglia di trasmettere tutta la pesantezza presente nel cuore del poeta.
La carcerazione, la vita di esule tra Francia e Napoli, il suo scontro contro l’arte, la morte della madre che non ha meritato un degno ultimo addio. A recitare è un uomo che si estranea da sé, bevendo assenzio e che procede lentamente a piccoli passi con sofferenza. Gli attimi di tristezza si alternano a quelli divertenti, specialmente richiamando simpaticamente i lavoratori del teatro, che entrano ed escono allo scopo di far respirare l’animo di un pubblico, che sente il peso delle parole.
Oscar Wilde racconta dell’amore narrato nello struggente “De Profundis”
Oscar Wilde racconta dell’amore narrato nello struggente “De Profundis”, un romanzo che ripercorre la storia ricca di passione, ma anche sfortunata con Lord Alfred Douglas.
Daniele Pecci rende questo Divagazioni e delizie uno spettacolo straordinario, poetico, ironico e melanconico
Daniele Pecci rende questo Divagazioni e delizie uno spettacolo straordinario, poetico, ironico, pieno di bellezza e malinconia, una prova d’attore indimenticabile, dove lui e un vero “mostro sacro”, un istrione del palco. Assolutamente da vedere, imperdibile.
Giancarlo Leone



PDF/PRINT clicca qui






