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Domenico Iannacone torna su Rai3

Continua su Rai3 il viaggio nel disagio metropolitano e nell’emarginazione sociale di Domenico Iannacone che dà voce a chi desidera un’opportunità di riscatto. Un orizzonte completamente mutato e stravolta con la pandemia di Covid-19.

Torna il 10 maggio alle 20,30 su Rai3 Domenico Iannacone, con il suo programma inchiesta di cui firma la regia, prodotto da Hangar Tv di Gregorio Paolini, intitolato ‘Che ci faccio qui’.

 

 

Prima che la pandemia ci travolgesse chi eravamo veramente? Quali e quante le responsabilità nelle carenze in cui versa una parte della popolazione non solo italiana, ma mondiale? Quale era la nostra visione del mondo? Ci siamo mai curati di quello che succedeva attorno a noi e agli altri?

Avevamo terminato le riprese a pochi giorni dalla chiusura delle prime zone rosse – rivela in una conversazione con l’Ansa il giornalista – cui sono seguiti gli altri decreti di lockdown per tutto il paese“. Ma, aggiunge, “se vogliamo sono collegate con l’attualità immediata, ricostruiscono gli ultimi tratti di un’umanità che subito dopo non sarebbe più stata la stessa. Uno specchio impietoso per guardare dentro di noi, comprendere tutte le nostre omissioni e capire quello che non abbiamo fatto per noi stessi e per gli altri. Quante volte abbiamo finto di non comprendere? Storie di dolore, emarginazione ma anche riscatto per scrivere le regole di una nuova Costituzione di tutti gli esseri viventi. Se vogliamo vederla in modo poetico, mi sento come un personaggio di un film di Wim Wenders che vaga invisibile sulla città, ascoltando i pensieri dei passanti“.

Questa volta lo sguardo di Iannacone, è ancora più profondo, perché rimanda a riflessioni sul cambiamento radicale della nostra vita quotidiana imposto dall’emergenza pandemica.

 

 

La prima puntata ha per titolo ‘Ogni santo giorno’, il capitolo 1 della serie, cui seguirà la seconda con il capitolo 2 la domenica successiva. Il viaggio inizia nella piana di Rosarno dove migliaia di braccianti vivono in accampamenti di fortuna e ruderi abbandonati senza luce né acqua. “Non è un caso questa scelta – sottolinea il giornalista e autore -: quel pezzo di Italia è diventato l’epicentro dello sfruttamento di esseri umani costretti a lavorare senza diritti e senza tutele. In quelle stesse terre dilaga la povertà per moltissimi italiani, anche loro abbandonati a se stessi e privati di ogni forma di sussistenza“.

Iannacone documenta le condizioni di vita estreme di chi ha sempre vissuto ai margini dell’umanità. Ad accompagnarlo in questa discesa agli inferi c’è Bartolo Mercuri, un negoziante di mobili che ‘ogni santo giorno’, da più di 20 anni, dedica la propria vita alle persone più fragili e povere del suo territorio. Un viaggio in due puntate tra gli invisibili che lottano per la sopravvivenza e la storia di un uomo che ha deciso di compiere un gesto d’amore verso di loro. “Mercuri porta viveri, vestiti, coperte, non solo agli immigrati che lo chiamano ‘papà Africa’, ma anche alle famiglie povere italiane“.

La terza puntata è ambienta nella periferia di Roma: “Siamo andati a Corviale, quartiere noto per la presenza del grande complesso popolare, conosciuto dai romani come il ‘Serpentone’, un mega edificio degli anni ’70, Insomma un piccolo paese in un solo mega palazzo. Ma oltre al noto agglomerato di cemento, dove vivono centinaia di famiglie, di fronte abbiamo trovato una realtà incredibile“. Il titolo è ‘Il campo dei miracoli‘.

Carlo Salvatore

 

Carlo Salvatore: