A teatro le schermaglie amorose di coppia

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Dopo aver fatto tappa a Roma, al Teatro Degli Audaci, è ora in tournée lo spettacolo di Philippe Claudel, tradotto da David Conati, Parlami d’amore, che vede protagonisti in scena Nathalie Caldonazzo e Francesco Branchetti, anche regista della pièce.

La pièce narra le schermaglie amorose di una coppia in crisi, dove attraverso un’introspezione psicologica della suddetta coppia, si alternano momenti di amarezza a momenti di pura ed intelligente ironia presente per tutta la durata della commedia. Il marito è un uomo che ha costruito la sua carriera su dei vacui valori che la società ci mette di fronte come soldi, immagine, successo e per tutto ciò ha lavorato mettendo sempre al primo posto quei valori, con un risultato disastroso, e in secondo piano gli affetti familiari come moglie e figli, i classici rapporti umani.

 

La donna, al contrario, è una moglie insoddisfatta, inaridita, che ha creduto all’uomo che amava, credendogli così tanto da annientare sé stessa, mettendosi in secondo piano, trascurando la sua carriera che aveva intrapreso. Il rapporto sembra ormai finito, senza salvare nulla.

La coppia vorrebbe confrontarsi, ma non ha i validi strumenti relazionali con i quali raggiungersi. Così brutalmente vengono fuori tutte le loro frustrazioni, rinfacciandosi in maniera aggressiva tutte quelle cose che dell’altro hanno sopportato in silenzio per anni: tradimenti, il modo di educare i figli, la delusione della prima notte di nozze.

In scena si alternano momenti di grande ironia con altrettanti momenti di amarezza, come dicevamo: questa è la tipica scrittura di Philippe Claudel, che aiuta l’attore, un po’ sopra le righe nella recitazione e il regista Branchetti, nelle capacità di far ridere e divertire andando in profondità nelle situazioni di coppia, nei personaggi e nei rapporti con grande psicologia.

 

Attualmente stiamo assistendo ad uno sfaldamento del rapporto di coppia, che è alla base dello sfaldamento dei rapporti affettivi generalizzati.

La drammaturgia di Philippe Claudel scava nel profondo dell’anima dei due personaggi, molto umorali, che spaziano dall’affetto sfrenato ai feroci battibecchi, ma tutto in maniera ironica.

Francesco Branchetti e Nathalie Caldonazzo ben si compenetrano nei loro personaggi, trattando temi psicologicamente complessi ma molto reali tanto che il pubblico si riconosce nei loro comportamenti.

 

L’ottima regia di Francesco Branchetti analizza in maniera umoristica le angosce e le relazioni che abbiamo con noi stessi e con quelli che ci stanno vicino. I due attori con le loro interpretazioni ed il loro repertorio di battute sarcastiche, pungenti ed ironiche, galvanizzano il pubblico valorizzando il testo di un grande autore come Philippe Claudel.

 

 

Le scene di Alessandra Ricci, che rappresentano l’interno di un appartamento di Parigi, e le musiche di Pino Cangialosi, danno un apporto fondamentale a questo viaggio nel mondo dei rapporti tra uomini e donne nell’inconscio e nella psiche di cui sono proiezioni.

Giancarlo Leone

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