No, non e’ la BBC… Infatti è Raidue

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Stasera su Raidue, alle 21.05, Renzo Arbore ricorda con uno speciale l’amico e collega scomparso due anni fa, Gianni Boncompagni, con il programma No, Non è la Bbc. Molti contributi da Raffaella Carrà a Claudia Gerini, da Sabrina Impacciatore a Giancarlo Magalli, Fabio Fazio, Piero Chiambretti, Ambra Angiolini.

Stasera su Raidue, alle 21.05, Renzo Arbore ricorderà con uno speciale l’amico e collega scomparso due anni fa, Gianni Boncompagni, con il programma No, Non è la Bbc. “Artista, utopista della bellezza. Non certo uno sceneggiatore, perché s’inventava di tutto pur di non scrivere testi, bensì un grande scenografo. Un regista che odiava i format tv perché toglievano spontaneità e che ha rivoluzionato la regia dei programmi; Macao ha fatto scuola”.

Renzo Arbore e il direttore di Raidue, Carlo Freccero, hanno ricordato così Gianni Boncompagni e lo faranno nel migliore dei modi. “Come sicuramente sarebbe piaciuto a lui”, dicono in coro con la figlia Barbara Boncompagni che ha annuito.

Lo special No, Non è la Bbc si snoderà per tre ore di allegria, anche perché Boncompagni non avrebbe gradito l’approccio nostalgico. A guidare lo slalom fra i repertori sarà Renzo Arbore, nonché autore con Barbara Boncompagni, Ugo Porcelli, Giorgio Verdelli, Luca Nannini, che ripercorrerà la carriera del conduttore radiofonico, autore, paroliere, regista, ma anche disturbatore e compagno di giochi. Si tornerà sul luogo del delitto, gli studi di Via Asiago, 10, sede della radio. I due si conobbero sui banchi per l’esame per maestri programmatori di musica alla radio. Non per trovare lavoro, ma per ricevere i dischi gratis. La musica fu la scintilla.

E’ lo stesso Arbore a ricordare i bei tempi: “Con Bandiera Gialla nel 1965 inventammo la categoria dei giovani, quella dei disc-jockey, che prima di noi non esistevano, e forgiammo il termine ‘musica beat’, ispirandoci alla beat generation americana. Era la rivoluzione che cercavamo. Poi fu la volta di Alto Gradimento. Era il 1970, venivamo da un periodo di tensioni politiche, era quasi vietato ridere, mentre noi portammo divertimento puro, gag surreali e personaggi inventati. Non a caso il titolo che proponemmo ai dirigenti fu ‘Musica e puttanate’, ovviamente non è passato”.

“In tanti anni con Gianni non abbiamo mai scritto una riga, un testo, una scaletta. Con Gianni ridevamo sempre, sul lavoro e nella vita. Facevamo una radio d’istinto – commenta Arbore- come il jazz, trasmettevamo buonumore agli ascoltatori. Mi insegnò ad improvvisare, una cosa che oggi sa fare solo Fiorello che tornerà in Rai”.

Non mancheranno i contributi di Raffaella Carrà, Claudia Gerini, Sabrina Impacciatore, Lucia Ocone, Giancarlo Magalli, Fabio Fazio, Piero Chiambretti, Ambra Angiolini.

E’ ancora Arbore a parlare: “Le donne racconteranno l’aspetto ludico di Gianni, un uomo che odiava il banale. Solo una volta l’ho visto arrabbiato: quando le figlie gli dissero che i jeans che aveva addosso erano fuori moda”.

“Abbiamo passato un momento difficile: quando dopo Canzonissima del 1970 ci cacciarono dalla Rai perché il direttore di allora disse che noi radiofonici in tv non funzionavamo. Il tutto per una gag con l’uccello preistorico Scarpantibus che lanciava rotoli di carta igienica. La pagammo cara, tornammo in tv dopo sei anni con il direttore Fichera a Raidue. Nel frattempo abbiamo fatto radio continuando a divertirci”.

Giancarlo Leone

 

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