La trentaduesima edizione del Festival di Mardelplata, l’unico festival di categoria ‘A’ nelle due Americhe, è iniziata il 17 di novembre sotto una pioggia a vento torrenziale ed un gelo non poi così inaspettato, visto che questa città lambita dall’oceano, d’estate come siamo adesso, è famosa per avere, nell’arco di una giornata, tutte e quattro le stagioni. E pare che proseguirà così fino alla fine il 26 novembre.
Nato nel 1954 per far conoscere a livello internazionale le realtà del cinema argentino, anno dopo anno, il Festival di Mar del Plata è diventato un appuntamento fondamentale per lo sviluppo e lo scambio nel settore delle arti cinematografiche e audiovisive.
Quest’anno ricorre poi anche il decennale della presidenza di quell’uomo di cinema a tutto tondo che è il regista Jose Martinez Suarez, un pezzo da novanta nella storia del cinema, che ieri ha ricevuto un riconoscimento per il suo splendido lavoro fatto qui a Mardelplata.
José, che ha esordito con il suo solito humour velato però da un po’ d’emozione, ha detto ‘Sono impastato di cinema. Sono appena diventato bisnonno del mio decimo bis nipotino, ma com’è possibile, io sono sempre lo stesso ragazzino che correva per Villa Canas…’. Fattosi poi serio, José Martinez Suarez ha poi ringraziato per tutto l’aiuto ricevuto durante i suoi dieci anni di presidenza e ha chiesto appoggio al cinema, alla letteratura ed ai maestri argentini perché “bisogna rispettare ed aiutare i maestri, non lesinargli i soldi. Sono loro infatti e solo loro a formare i ragazzi perché i padri sono occupati a lavorare”.
Una standing ovation ha poi accolto Claude Lelouche il celeberrimo regista di tanti bei film, e che tutti ricordano soprattutto per Un uomo e una donna, pellicola che ha fatto commuovere le platee di tutto il mondo con una storia sentimentale ma non sdolcinata in cui tutti, uomini e donne, si sono a lungo identificati.
Mariangiola Castrovilli