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    Categories: Spettacolo

Il Mercante di Venezia al Globe di Roma

Dopo il successo dell’anno scorso, è ritornato anche quest’anno al Silvano Toti Globe Theatre di Roma, nella splendida cornice di Villa Borghese, fino al 10 settembre, Il Mercante di Venezia di William Shakespeare per la regia di Loredana Scaramella, anche autrice della traduzione di questo testo, con il quale la regista ha offerto una lettura originale della tragedia shakespeariana per mantenere il carattere di commedia, allontanandosi dai toni drammatici delle più recenti messe in scena.

Dopo il successo dell’anno scorso, è ritornato anche quest’anno al Silvano Toti Globe Theatre di Roma, nella splendida cornice di Villa Borghese, fino al 10 settembre, Il Mercante di Venezia di William Shakespeare per la regia di Loredana Scaramella, anche autrice della traduzione di questo testo, con il quale la regista ha offerto una lettura originale della tragedia shakespeariana per mantenere il carattere di commedia, allontanandosi dai toni drammatici delle più recenti messe in scena.

L’allestimento è innovativo sin dall’ambientazione posticipata di qualche secolo. La scelta di collocare le vicende di Antonio, Shylock e gli altri personaggi tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 porta con sé una profonda riflessione. Attuale come non mai la commedia di Shakespeare con le sue intricate vicende ambientate tra Venezia e Belmonte che viene, per l’appunto, traslata in un’epoca che arriva al ‘900 dando voce dal passato ai sentimenti degli uomini di oggi.

Questo Il Mercante di Venezia racconta non solo la paura e l’odio verso l’ebreo, ma l’odio verso il diverso. E’ l’epoca del caso Dreyfus che divide l’opinione pubblica intorno ai pregiudizi antisemitici e attribuisce all’inedita collocazione di questo dramma un significato ulteriore riguardo le disumane conseguenze che tali discriminazioni hanno causato.

Qui è messo di più in luce il vero protagonista dell’opera: il mercante Antonio (Fausto Cabra) che si impegna a garantire il prestito a favore del suo amico Bassanio (Mauro Santopietro) con una libbra della propria carne. Antonio diventa un esempio ideale di amore e giustizia da contrapporre alla dura legge del denaro, anche attraverso trovate ironiche e irriverenti, che fanno sentire meno la tragedia della commedia. In questo Il Mercante di Venezia c’è un tema molto attuale che si riflette sui protagonisti Shylock e Antonio in conflitto individualmente con la struttura sociale in cui si muovono che li rende dei diversi: uno è ebreo e l’altro è omosessuale.

Da notare in tutto questo la personalità di Porzia (Sara Putignano) e l’ambientazione di Belmonte, quel luogo indefinito dove si collocano le fantasie senza tempo del perfetto amore.

Carne, denaro e amore sono un tragico trio che mette in evidenza una corrispondenza tra conflitti, desideri, paure e vendette. I protagonisti si incontrano in un processo dove i destini sono sospesi sotto un’immagine minacciosa: la libbra di carne. A risaltare i due poli geografici, mondani e ideologici, c’è la colonna sonora dello spettacolo.

Già ad inizio spettacolo, i canti dei veneziani e la musica particolare degli ebrei in conflitto tra loro, creano una solenne armonia che ci introduce allo spirito evocativo del dramma. Le voci di Mimosa Campironi (Gessica) e Antonio Sapio (Stefano), accompagnate dal Trio musicale William Kemp (Adriano Dragotta al violino, Lorenzo Perracino ai sassofoni e Franco Tinto alla chitarra) danno voce ai sentimenti dei personaggi cristiani. E se sull’isola dell’amore trovano comprensione tutte le vicissitudini in nome di divertenti convenzioni borghesi, la sorte per l’usuraio è ben diversa. Shylock (Carlo Ragone) non ottiene giustizia e perde i propri beni, anticipando le nefaste ombre novecentesche.

Il finale de Il Mercante di Venezia della Scaramella si materializza in una penombra abitata solo da valigie prese in silenzio, non certo per intraprendere viaggi di piacere o di lavoro verso quell’isola dell’amore tanto ricercata dai personaggi. Assolutamente uno spettacolo da non perdere e vedere.

Giancarlo Leone      

Giancarlo Leone: Giornalista specializzato in teatro