Recensione del “Il grande Gatsby” di Neri Pozza Spleen

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Sin dalla copertina sembra di sentirla la musica delle feste da ballo nel salone o nel giardino vista mare della villa di Jay Gatsby, dove orchestre di livello suonano tra gli altri The jazz history of the world di Tostoff per divertire i tanti ospiti della casa del misterioso e schivo proprietario protagonista del romanzo “Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald, tornato da poco in libreria nell’edizione di Neri Pozza Spleen con la traduzione di Alessandro Fabrizi, la postfazione di Tony Tanner e le illustrazioni di Sonia Cucculelli.

Il disegno di copertina con Gatsby rapito dallo sguardo dalla donna che tiene tra le braccia e che ama da sempre, Daisy, racchiude l’essenza di una storia che celebra i ruggenti Anni Venti americani che tra luci, sfarzo, ozio e mondanità nascondono ombre, pregiudizi e crimini.

 

Un lato oscuro che non risparmia Gatsby, un nuovo ricco su cui circolano pettegolezzi e dicerie e che alle sue feste pareva diventare sempre più impeccabile quanto più cresceva la cameratesca ilarità”. Il fatto che anche chi a questo mondo non aveva trovato granchè su cui mettere in giro delle voci mettesse in giro delle voci su di lui era la prova dello straordinario alone romanzesco che lo circondava, e a raccontarlo in prima persona è il suo nuovo vicino di casa, io narrante specchio di Fitzgerald, Nick Carraway.

 

Giovane di buona e rispettata famiglia del Midwest, Carraway è convinto che con l’estate la vita abbia di nuovo inizio e si trasferisce a West Egg l’ovale meno alla moda della grande aia marina che è long Island e intraprende i primi passi nella Borsa e nella vorticosa vita mondana.

Se la sua è una piccola casa di soli ottanta dollari al mese quella a destra era una roba mastodontica, era la villa del ricco Jay Gatsby. Ne sente parlare per la prima volta a cena dalla cugina Daisy che vive col marito Tom Buchan a East Egg la zona modaiola e di lusso e lo incontra per caso nel chiarore della luna quando balena la sagoma di un gatto e, voltando la testa per guardarlo, vidi che non era solo, a quindici passi da me, dall’ombra della villa del mio vicino era emersa una figura, in piedi con le mani in tasca a contemplare il cielo spruzzato di stelle d’argento.

 

Da quell’incontro inizia il racconto di Carraway coinvolto ben presto nelle feste e nella vita di Gatsby innamorato di sua cugina Daisy e come lui solo in quella agitata oscurità. Sonia Cucculelli coglie mirabilmente i chiaro scuri narrativi dell’autore e li trasforma in illustrazioni sonore per la loro capacità di rendere, sia la voce suadente di Daisy, che i silenzi opprimenti di Gatsby, quanto i suoni e le musiche testimoni di un’epoca di contraddizioni e falsi miti.

Cristina Marra

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giornalista pubblicista, si occupa di critica letteraria da diversi anni con particolare riferimento alla narrativa giallo-poliziesca. È stata direttore artistico di numerosi festival tra Festival Lipari Noir, Arena Faletti di Ombre Festival, Calabria Noir Festival, Bologna on the road, le strade del noir, Festival del Giallo di Cosenza. È organizzatrice di diverse rassegne letterarie e ha scritto racconti noir presenti in diverse antologie.È Direttore della collana noir Emozioni d'inchiostro noir e Piccoli noir dell'editore Laruffa.

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