“De Chirico interno metafisico con biscotti” di Sebastiano Vilella

0

Sebastiano Vilella dedica il suo ultimo lavoro, un racconto grafico, intitolato “De Chirico interno metafisico con biscotti” edito da Oblomov al maestro della metafisica.

Giorgio è un giovane tormentato, sente il fermento artistico che lo invade e lo perseguita, pietre, marmi, ombre, gli parlano e gli chiedono di osservarli e percepire eventi passati o che stanno per accadere, di raccontarli in modo nuovo e sorprendente. E’ con queste immagini suggestive e visionarie che Sebastiano Vilella apre il suo racconto grafico “De Chirico, interno metafisico con biscotti” edito da Oblomov, dedicato al grande artista della pittura metafisica.

 

De Chirico con Vilella diventa protagonista di una storia che pesca nella biografia, l’autore si ispira a “Memorie della mia vita”, e l’associa a una trama che diventa noir con personaggi misteriosi e omicidi inaspettati. “Interno metafisico con biscotti” è una riedizione pregevole, Vilella incanta ancora una volta con la sua capacità di entrare dentro l’atmosfera e l’animo di un artista e riprodurli con tavole di forte impatto emotivo.

L’autore, dopo l’opera dedicato all’artista romantico Friedrich ci conduce nel mondo visionario di Giorgio De Chirico che vaga per le strade della sua Firenze quasi in estasi di fronte all’arte che lo circonda e che lo istiga e reinterpretarla a darle una nuova voce pittorica. Vilella romanza la vita di De Chirico alle porte del primo conflitto mondiale, e fa emergere i tormenti, i dubbi e le angosce del giovane Giorgio malaticcio ma con in corpo il virus della creazione, il travaglio di un uomo dalla sensibilità fuori dal comune che in nome dell’arte, supera malesseri e costrizioni e si libera solo quando dipinge.

Gli anni della giovinezza Giorgio li trascorre tra Firenze, Parigi e Ferrara costantemente seguito dalla figura materna, sempre presente e premurosa e da un fratello che come lui cerca di esprimersi artisticamente e sceglie la musica.

Vilella imprime sulle tavole non soltanto gli stati d’animo e i dolori di Giorgio ma riesce a far emergere con una forza dirompente tutto quello che lo circonda, compreso il profumo dei biscotti, sono gli anni di grandi trasformazioni e rivoluzioni artistiche che porteranno alla produzione delle sue opere metafisiche.

Vilella si cala dentro i quadri, ne riproduce i momenti della creazione, del logorìo personale e intimo dell’artista, lo stato quasi di tranche in cui cadeva De Chirico al momento di dipingere e inserisce l’elemento noir, col suo modo personale e splendido di infilare il mistero e il crimine che si sposa con l’arte. Pedinato, adescato e in fondo anche un po’ amato, Giorgio si ambienta tanto a Parigi dove si trasferisce con la madre per raggiungere il fratello, quanto a Ferrara. L’incontro con Apollinaire, gli stimoli degli ambienti culturali, le brutture della guerra che incombe, diventano con Vilella quadri e scorci di una vita che ha trovato nella pittura un rifugio e forse anche una via di fuga.

Cristina Marra

Condividi
Articolo precedenteBEN HUR, ovvero una storia di sopravvivenza
Prossimo articoloAmaSanRemo su Rai1 e Radio 2
Avatar
giornalista pubblicista, si occupa di critica letteraria da diversi anni con particolare riferimento alla narrativa giallo-poliziesca. È stata direttore artistico di numerosi festival tra Festival Lipari Noir, Arena Faletti di Ombre Festival, Calabria Noir Festival, Bologna on the road, le strade del noir, Festival del Giallo di Cosenza. È organizzatrice di diverse rassegne letterarie e ha scritto racconti noir presenti in diverse antologie.È Direttore della collana noir Emozioni d'inchiostro noir e Piccoli noir dell'editore Laruffa.

Nessun commento