Jeffery Deaver “Gli eletti” edito da Rizzoli

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Colter Shaw è un personaggio inquieto e dell’inquietudine fa il suo stile di vita, non sa stare fermo ed è sempre alla ricerca di nuove ricompense per le indagini su persone scomparse da ritrovare, Colter è un tracker e con il secondo romanzo della serie, “Gli eletti” edita da Rizzoli, l’inquietudine diventa comune a tutti gli altri personaggi della storia e pervade ogni pagina.

Dopo il mondo oscuro dei social, delle fake news e della tecnologia subdola e pericolosa affrontato nel precedente “Il gioco del mai”, il maestro del thriller americano, indaga l’universo delle sette, delle fondazioni che promettono la felicità e il ritorno alla vita sociale dopo un trauma. Plagiare le mente, infondere loro la consapevolezza di potercela fare seguendo regole e obblighi, rispettando una scala gerarchica è al centro della trama narrativa.

 

La nuova caccia all’uomo di Shaw comincia con due giovani, una sorta di integralisti o neonazisti che incendiano una croce, sparano in una chiesa, lasciano due feriti e si danno alla fuga. Siamo nelle terre dell’Ovest degli Stati Uniti, tra le valli delle montagne rocciose, paesaggi anche simbolici che raccontano il territorio con le sue bellezze e anche le sue insidie.

Dalla ricerca dei due giovani criminali scatta il thriller che diventa per Shaw indagine sulla fondazione Osiride guidata dal maestro Eli e sugli effetti che la disciplina del percorso di rinascita provoca sugli adepti e sui prescelti che assurgono al titolo di Eletti.

 

Deaver con il suo anti-Rhyme tutto azione e rapidità, personaggio alla Sergio Leone, dal fiuto infallibile che si muove da un lato all’altro degli States, costruisce una storia che fa riflettere su cosa è capace di fare l’essere umano e fino a dove si spinge per raggiungere la felicità. Qual è il prezzo da pagare?

 

Comprare le menti, convincerle e persuaderle fino a guidarle a compiere scelte definitive, su questo si sofferma Deaver che fa dire al suo protagonista che non bisogna “mai sottostimare il potere della religione, nel bene e nel male” una verità che ha compreso in oltre un decennio di caccia alle ricompense.

Cristina Marra

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giornalista pubblicista, si occupa di critica letteraria da diversi anni con particolare riferimento alla narrativa giallo-poliziesca. È stata direttore artistico di numerosi festival tra Festival Lipari Noir, Arena Faletti di Ombre Festival, Calabria Noir Festival, Bologna on the road, le strade del noir, Festival del Giallo di Cosenza. È organizzatrice di diverse rassegne letterarie e ha scritto racconti noir presenti in diverse antologie.È Direttore della collana noir Emozioni d'inchiostro noir e Piccoli noir dell'editore Laruffa.

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