I romanzi siciliani di Cristina Cassar Scalia

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Recentemente è stato pubblicato un interessantissimo libro noir di una giovane scrittrice siciliana originaria di Catania, intitolato “La logica della lampara” per Einaudi. Fa seguito al primo romanzo sempre noir dal titolo “Sabbia Nera”, della scrittrice Cristina Cassar Scalia. L’Autrice ha recentemente vinto il premio ex aequo, RacalMare Leonardo Sciascia Città di Grotte edizione 2019.

Debbo raccontare come lo scorso anno, seguendo casualmente la rubrica domenicale del TG-1 dedicata ai libri, fui incuriosito da un titolo, “Sabbia nera”: infatti stava andando in onda un’intervista all’Autrice, di cui sul momento mi era sfuggito anche il nome. Bastarono poche frasi captate quasi per caso per raddrizzare le antenne: il libro infatti era un poliziesco ambientato a Catania e la sabbia nera era quella dell’Etna. Così andai su Google e scoprii tutto.

 

 

La scrittrice si chiama Cristina Cassar Scalia, di professione medico oculista, ma in arte… autrice di gialli. Il titolo inoltre ben figurava nella collana Stile Libero della Einaudi e la cosa prometteva bene! Così lo ordinai immediatamente e lo lessi, anzi, me lo divorai. Ne rimasi così affascinato e attratto, al punto di attendere con ansia il secondo volume, uscito da poco: “La logica della lampara”. Comprato e letto con curiosità ancora più forte! Forse anche meglio del primo!

 

 

Non si tratta soltanto di un episodio di sicilitudine (termine caro a Leonardo Sciascia): in realtà, mi sono subito innamorato della scrittura della Cassar Scalia, fluida e ricca, che riesce a raccontare con efficacia, dosando bene tutte le varie componenti della narrazione, ma sempre tenendo desta la soglia di interesse e la curiosità del lettore.

 

 

Va detto subito che ci troviamo innanzi a un caso di gialli “seriali”, oggi abbastanza in voga.  L’Autrice, infatti, ha “creato” una protagonista speciale, un Vicequestore di nome Vanina (con una “enne”) e di cognome Guarrasi, palermitana di nascita ma trasferitasi di proposito a Catania, per fuggire dal suo passato personale (che non vi sto a raccontare, ovviamente).

 

Una “sbirra”, insomma, dotata di un grande fiuto, la quale in “Sabbia Nera” si avventura nella difficile soluzione di un fatto di cronaca nera risalente a diversi decenni prima. Nel secondo volumeLa logica della lampara”, l’episodio noir conduce Vanina all’interno di uno spaccato sociale dai mille risvolti, in cui dovrà affrontare a viso aperto certi poteri forti, che si ritengono “e legibus soluti”. Se la sede della Mobile è in pieno centro, la scena del delitto si trova lungo la Scogliera, un suggestivo tratto di mare che da Ognina conduce ad Aci Castello. E le descrizioni sono sempre molto affascinanti.

 

Accanto a Vanina, ci sono i suoi collaboratori, uomini e donne della Polizia di Stato, ma spunta fuori per caso anche Biagio Patanè, un anziano commissario in pensione, che emana straordinaria simpatia e tenerezza e che, grazie alla sua memoria storica, spesso e volentieri determinante, contribuisce alla soluzione dei casi.

 

 

 

La narrazione appassiona e intriga, anche perché l’Autrice sa alternare con giusta logica il racconto delle varie fasi delle indagini di polizia, con gli spaccati del vissuto privato di ciascuno, con cui disegna il profilo psicologico dei singoli protagonisti.

 

Senza rivelare altro, mi piace presentare questa nuova autrice, Cristina Cassar Scalia, dotata – lo voglio ripetere ancora una volta – di una penna brillante e affascinante, grazie alla quale riesce a descrivere nei dettagli una città magnifica, un territorio spettacolare, facendoli rivivere indirettamente al lettore: non a caso, io mi sono magicamente ritrovato a passeggiare per Catania in modo quasi naturale; assaporandone odori e profumi di arancini, sentendo quasi le “voci” della “Piscaria”. Di sicuro è il racconto di una terra che lei si sente nelle vene e che ama profondamente. Come tutti noi “siculi”, soprattutto noi della “diaspora”!

Ci fa riassaporare magicamente una terra straordinaria, nonostante le sue problematiche, ricorrendo a un linguaggio pieno di coloriture, ma senza esagerare, facendo uso con misurata parsimonia di parole ed espressioni dialettali, che però arricchiscono il tutto, spesso conferendo un tocco di gradevole ironia. Il racconto delle indagini risulta assai avvincente e fino all’ultimo riserva dei colpi di scena impensabili fino alla pagina precedente! A quanto sembra, sono già stati opzionati i diritti per realizzarne film e fiction: la cosa non può che farci piacere. Auguri di successo sempre maggiore a Cristina Cassar Scalia…. E aspettiamo il terzo libro della serie.

Salvatore Scirè 

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Salvatore Scirè
giornalista e fotografo – commediografo e regista teatraleLaureato in Giurisprudenza, ha studiato lingue straniere e musica. In campo giornalistico si è occupato di vari temi, ma ha sempre prediletto il reportage geografico, formando testi e foto e pubblicando su importanti testate nazionali.E’ autore di tre libri fotografici: Roma nel cuore (Rizzoli Editore l982, prefazione di Carlo Lizzani) Gargano spettacolo della natura (Ed. Magnus 1987, prefazione di Nantas Salvalaggio) Roma colori del tempo (Il Capitello 1989 - II ediz. 2000 - prefazione di Giulio Andreotti). Ha pubblicato il saggio umoristico Donne... maneggiare con cura! (Liux Edizioni 2012)Da 22 anni scrive per il teatro come commediografo; da 16 anni si occupa anche di regia teatrale. Ha scritto una ventina di commedie, tra cui Professione separata! Ciao papà, ti presento mia madre!Cocktail di scambi; C’è un morto giù in cantina!

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