Il traditore della Mafia, l’ultimo romanzo di Vito Bruschini

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Uscito in contemporanea con il film di Marco BellocchioIl Traditore”, questo romanzo di Vito Bruschini, continuando in uno stile di parafrasi della realtà con un po’ di fantasia, ci racconta una storia di mafia che tutti conosciamo, avendola vissuta alcuni come cronaca in “diretta” anagrafica, altri come storia recente, appresa dai libri o dai saggi in materia.

 

Il romanzo di Bruschini, scritto in maniera ineccepibile e con una penna fluida ed emozionale, racconta infatti la vita di Tommaso Buscetta, il primo “pentito” della mafia palermitana.

Nella realtà romanzesca, Don Masino diventa Tommy Branciforte mentre degli altri personaggi l’Autore mantiene i nomi propri per renderli riconoscibili.

 

 

Diciamo subito che l’elemento principale che emerge da questo lavoro è l’aspetto umano di Tommy (ovvero don Masino). Aspetto umano che l’Autore cura sin dall’inizio, dedicando numerose pagine proprio all’infanzia di questo personaggio, rivelando episodi e fatti praticamente sconosciuti, che si saldano con il momento adolescenziale e che comunque mettono in luce da subito il comportamento da inguaribile “fimminaru” di Tommy.

Un dongiovanni che però avrà un unico, vero, grande amore, per Cristina, la ragazza brasiliana conosciuta a Rio de Janeiro: una “ragazza di Ipanema” doc che gli fece perdere la testa per sempre!

Il racconto romanzato ovviamente ci fa rivivere intensamente la guerra mossa dai “corleonesi” nei confronti dei boss “palermitani”: una guerra feroce, che fece saltare tutte le regole non scritte del cosiddetto “codice d’onore”.

 

Il tutto, narrato attraverso la lunga testimonianza resa al “giudice” (Giovanni Falcone), che permise di svelare un mondo totalmente sconosciuto alla giustizia, permettendo di arrivare al famoso maxiprocesso, nella celebre aula bunker, con le prime condanne pesanti per un mondo criminale che Tommy, a sua volta, considerava “traditore”. Il pool antimafia ottenne 19 ergastoli, 2665 anni di carcere inflitti: insomma, fu il primo segno di riscossa dello Stato.

Secondo il protagonista della nostra storia (e qui calchiamo ancora l’accento sull’aspetto umano), erano stati proprio “i viddani” (contadini), ossia i corleonesi a tradire per primi certe norme fondamentali da sempre rispettate dagli “uomini d’onore”. E Tommy, che si è visto massacrare due figli, un fratello, un cognato etc., non poteva accettarlo; e così ha deciso di svelare quel mondo al “giudice”. E tra palermitani… Tommy e Giovanni si sono compresi benissimo e si sono anche rispettati.

 

Il romanzo nel suo complesso è scritto molto bene (come sempre, d’altronde: conosciamo la “penna” di Bruschini!).

Esso contiene momenti di intensa narrazione e passaggi addirittura avvincenti. Ci riporta indietro nella nostra storia recente, dimostra un enorme lavoro di documentazione fatto per rispondere puntualmente a tutti gli interrogativi che un simile impegno comportava.

Ci restituisce un’immagine in positivo di un boss che solo una volta si è sporcato le mani con la droga. Che ha compreso il danno sociale di tale fenomeno e che per questo motivi è entrato in rotta di collisione con gli altri boss. E che, con la sua “confessione” ha in parte riscattato la sua immagine di “uomo d’onore”.

Salvatore Scirè

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Salvatore Scirè
giornalista e fotografo – commediografo e regista teatraleLaureato in Giurisprudenza, ha studiato lingue straniere e musica. In campo giornalistico si è occupato di vari temi, ma ha sempre prediletto il reportage geografico, formando testi e foto e pubblicando su importanti testate nazionali.E’ autore di tre libri fotografici: Roma nel cuore (Rizzoli Editore l982, prefazione di Carlo Lizzani) Gargano spettacolo della natura (Ed. Magnus 1987, prefazione di Nantas Salvalaggio) Roma colori del tempo (Il Capitello 1989 - II ediz. 2000 - prefazione di Giulio Andreotti). Ha pubblicato il saggio umoristico Donne... maneggiare con cura! (Liux Edizioni 2012)Da 22 anni scrive per il teatro come commediografo; da 16 anni si occupa anche di regia teatrale. Ha scritto una ventina di commedie, tra cui Professione separata! Ciao papà, ti presento mia madre!Cocktail di scambi; C’è un morto giù in cantina!

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