L’Orlando Furioso” in scena al teatro Arcobaleno

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Roma. Esperienza emotiva di altissimo livello quella proposta da Vincenzo Zingaro con l’Orlando Furioso a cui abbiamo assistito al Teatro Arcobaleno di Roma.

La comunità artistica di Roma, cioè i professionisti del teatro e delle arti visive, non dovrebbero lasciarsi sfuggire questa performance del drammaturgo, regista e attore Vincenzo Zingaro e dei suoi collaboratori. Mai in Italia era stata tentata una trasposizione dell’ottava ariostesca mantenendo i ritmi e le cadenze delle strofe del poema (considerato, insieme all’Iliade, all’Odissea, all’Eneide e al Don Chisciotte, la massima espressione poetica di tutti i tempi) in perfetto sincrono con le note di uno spartito musicale che le commenta per l’intera durata della rappresentazione.

Zingaro ha costruito il suo spettacolo, adattando sei canti (dei 46 di cui si compone l’Orlando Furioso), ai brani musicali composti per l’occasione dal Maestro Giovanni Zappalorto. La musicalità armonica delle ottave, straordinaria fusione poetica strutturata su una sintassi metrica che dà alle strofe stesse contemporaneamente omogeneità e movimento, è articolata verso per verso, nota su nota, su brani musicali (tra l’altro molto orecchiabili) che con la loro suggestione c’immergono nell’azione raccontata dagli attori. I professionisti dello spettacolo avranno compreso quanta fatica attoriale e quanto esercizio possa esserci stato dietro la preparazione di questa messinscena.Vincenzo zingaro orlando furioso

Mi spiego con parole più semplici. Oggi gli attori tendono a recitare i versi come fossero in prosa. Vincenzo Zingaro invece ha voluto recuperare la struttura metrica originale dell’ottava, cioè l’andamento ritmico del verso, un po’ come facevano gli antichi aedi con i versi greci degli immortali poemi omerici o i menestrelli medievali con le chanson de geste dei racconti epici dei cavalieri di Carlo Magno o di Re Artù. Ne è scaturito un testo che ha l’andamento di uno spartito musicale il quale è stato messo in sincrono con le musiche originali scritte dal Maestro Zappalorto.

Per i tre attori (il succitato Vincenzo Zingaro, Laura Jacobbi e Filippo Velardi) è stata dunque una grande prova attoriale perché dovevano gestire nella recitazione contemporaneamente un grande controllo della metrica e nello stesso tempo abbandonarsi ai contenuti del testo facendoci sognare le gesta di Orlando, di Rinaldo, della bellissima Angelica e di Astolfo e il suo viaggio sulla luna alla ricerca dell’ampolla con il senno di Orlando.

In definitiva grande controllo e tecnica di recitazione ai massimi livelli, oltre che suggestioni ed emozioni a non finire. Per questo raccomando ai professionisti del teatro, attori, registi e produttori, di non mancare questo spettacolo.

Non temo di essere smentito se dico che in Italia (a parte la grande lezione di Carmelo Bene) non si è mai assistito a un tale lavoro sugli armonici della voce.

Notevole poi è la musica composta dal Maestro Zappalorto che vanta una lunga collaborazione con la compagnia di Vincenzo Zingaro. Le musiche come dicevamo sono molto orecchiabili (bellissimo il tema d’amore che potrebbe ben figurare in un musical di Broadway) e accompagnano il racconto sottolineando, come in una colonna sonora, i momenti salienti e le azioni più struggenti e romantiche.

Importante la prova dei due attori che affiancano Zingaro. Abbiamo apprezzato la dolce ironia di Laura Jacobbi e la determinazione di Filippo Velardi nell’adattarsi alle esigenze del regista.

In scena c’era anche l’orchestra di Giovanni Zappalorto, al piano, con Francesca Salandri al flauto, Michele Campo al violino e Irene Maria Caraba al violoncello. Anche loro protagonisti a tutti gli effetti di questo epico allestimento.

La scena, di Cristiano Paliotto, è dominata dal gigantesco simulacro di una immaginifica luna.

Insomma una messinscena che fa onore al teatro italiano e che sarebbe opportuno far conoscere anche al pubblico europeo e internazionale. Potrebbe essere una presenza indimenticabile in un Festival di Avignone o a Spoleto o in qualsiasi altro consesso dove la Cultura venga considerata il punto più alto della civilizzazione umana.

Vito Bruschini

FINO AL 12 MAGGIO 2019

TEATRO ARCOBALENO (Centro Stabile del Classico)

Via F. Redi 1/a – 00161 Roma – Tel./ Fax 06.44248154 – Tel. 06.4402719

e-mail: info@teatroarcobaleno.it – sito: www.teatroarcobaleno.it

Biglietti: INTERO € 20,00 + prev. € 1,00 – RIDOTTO € 16,00 + prev. € 1,00 (CRAL, Associazioni, Feltrinelli, Bibliocard, RomaPass, Cartax2, Over 65), RIDOTTO STUDENTI € 13,00 + prev. € 1,00.

 

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