La Ceramica Rinascimentale a Torino

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Piatto, La nascita di San Giovanni Battista Urbino o Casteldurante 1530-1545 Collezione privata

Con il titolo “L’Italia del Rinascimento Lo Splendore della Ceramica” a Torino a Palazzo Madama nella Sala del Senato sono presentate dal 13 giugno al 14 ottobre 2019, un gruppo di ceramiche rinascimentali di grande valore dal 1400 al 1500. La mostra è curata dallo storico dell’arte Timoty Wilson con la direttrice del settore Cristina Maritano.

Piatto, Bottega di Don Pino, Faenza 1563-1580 disegno a grottesche Palazzo Madama Torino

Con 200 opere di ceramica rinascimentale che vanno dal 1400 al 1500 create nei luoghi storici italiani come Deruta, Faenza, Urbino, Gubbio, Venezia, Castelli e Torino, si apre questa grande esposizione che presenta veri capolavori. La mostra oltre alla Conservatrice di Palazzo Madama per le arti decorative, Cristina Maritano, è curata dal celebre studioso, Timoty Wilson che è considerato il massimo esporto di maiolica del Rinascimento e a lui si devono i cataloghi sistematici delle raccolte del Metropolitan Museum di New York, del British Museum di Londra, della National Gallery di Victoria, e dell’Ashmolean di Oxford.

Albarello con allegoria della terra, Domenigo da Venezia 1550-1570 Collezione privata

L’esposizione che contiene opere dei luoghi sopracitati, si apre nella Camera delle Guardie dove è situata una credenza del tipo impiegato nel Rinascimento dove venivano esposte le ceramiche migliori per bellezza e per adornare le tavole dei Signori. Si entra poi nel clou della mostra nella Sala del Senato dove ci sono opere dei principali centri per la ceramica attivi all’epoca e sono narrate le caratteristiche delle decorazioni dei luoghi. Deruta del periodo dove sono apparse le prime ceramiche a lustro, anche per la facilità che dava il terreno argilloso e i molti vasai che vi si erano trasferiti per ripopolare la città dopo la peste del 1450, che erano esenti da gabelle.

 

 

Bottiglia da farmacia, Bottega di Orazio Pompei, Castelli 1550-1570 Collezione privata

 

Gubbio dove si ricorda Giacomo di Paoluccio alla fine del ‘400 di cui si conoscono solo due opere una al Louvre e l’altra al Jacques-Mart André di Parigi, e dove aveva la bottega il famoso vasaio eugubino Giorgio Andreoli specializzato nel lustro rosso rubino. E ancora Nicola da Urbino che creò una dinastia di ceramisti, celebre per la sua applicazione del lustro in stile istoriato. Francesco Xanto Avelli uomo molto colto che formatosi nella bottega di Nicola era particolare nei paesaggi conoscendo la prospettiva. E ancora altri luoghi come Castelli.

 

 

Fiasca del servizio di Anne de Montmorency, Bottega di Guido Durantino Urbino 1535
Palazzo Madama Torino

 

 

La mostra presenta la varietà di temi riprodotti in materia istoriata tratti dalla storia antica o con soggetti religiosi derivati da dipinti di pittori dell’epoca. Proprio in questo periodo la maiolica ebbe uno sviluppo particolare nella vita sociale, nell’arredamento delle case e anche come impiego per la tavola. E ancora le maioliche per l’uso farmaceutico, i cosidetti albarelli. 

 

 

Piatto, La morte dei figli di Niobe Urbino, Bottega di Francesco Durantino1537-1545
Collezione privata

 

 

L’esposizione si conclude con i veri capolavori che sono esposti in singole vetrinette, come una coppia di albarelli di Domenigo da Venezia, un grande rinfrescatoio di Urbino e la brocca in porcellana medicea di Palazzo Madama, che mostra la prima imitazione europea della porcellana cinese creata dai vasai di Urbino che lavoravano alla corte di Francesco I de’ Medici.

Emilia Dodi

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