Incontro con Antonello Costa

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Momento fortunato per Antonello Costa: lo scorso settembre aveva aperto la stagione teatrale al Teatro Olimpico con Ridi con me. Ora, dal prossimo 25 aprile, la chiuderà al Teatro Manzoni con lo spettacolo Tutti in crociera: un varietà della migliore tradizione con gag, canzoni, monologhi sketch. Con lui in scena un corpo di ballo formato da 3 ballerine, la soubrette Annalisa Costa e Gianpiero Perone. Visum l’ha incontrato.

Antonello, che spettacolo è Tutti in crociera?

E’ un’avventura: il comico Antonello, che poi sono io, bravo e talentuoso, ma squattrinato, è stato convocato dalla comunità italo-americana di Boston per essere premiato. Non avendo i soldi per pagarsi l’aereo spiega a Visum il popolare attore –  il suo agente gli organizza un viaggio in nave e, per pagarsi il biglietto, dovrà esibirsi intrattenendo i croceristi. In questo viaggio Antonello avrà a che fare con tanti personaggi stravaganti, tra cui un boss latitante (Don Antonino), un folle comandante (Gianpiero Perone) e una presunta ballerina (Annalisa Costa), che poi si rivelerà un’ispettrice di polizia che arresterà il boss”.

Non mancheranno come “ospiti” della crociera i suoi personaggi. Quali?

Certo: come strani ‘ospiti’ della crociera ci saranno Kevin Lungotevere con la sua nuova canzone Arievecce a Roma, Tony Fasano con i suoi favolosi Anni ‘70, Don Antonino che canterà il brano Songo americano e il torero Joachim Cortos. E poi tante sorprese: un nuovo Karacose, la classica macchietta napoletana, un omaggio a Totò e un finale unico dove mescolerò insieme Frank Sinatra, Roberto Murolo e Claudio Villa”.

 

Tra i numerosi personaggi ideati a quale è maggiormente legato?

Sicuramente sono legatissimo a Sergio (sìììììì) perché è stato il primo che ho inventato, poi Don Antonino perché non mi fa dimenticare di essere siciliano e Dante, un personaggio molto ma molto surreale che piace al pubblico”.

 

Si è definito “l’artigiano dello spettacolo”. In che senso?

Perché a differenza degli altri artisti – commenta Costa – che si trovano già il personaggio da interpretare scritto dagli autori, io sono uno scultore per i miei personaggi, sono il loro creatore, autore, attore, li testo su di me. E’ come se avessi un ciocco di legno e da quello plasmo un qualcosa, sono un artigiano come Geppetto che ha creato Pinocchio”.

Prima di entrare in scena ha qualche rito scaramantico che fa?

A parte il classico ‘merda, merda, merda’ che si usa in teatro e che io faccio ogni volta con tutta la compagnia, compresi i tecnici, non ho riti scaramantici. Lo spettacolo può piacere o non piacere e lì ogni scaramanzia è superflua. E’ il pubblico che giudica, emette il verdetto”.

Tanti personaggi, tante identità sul palco. Ma chi è in realtà Antonello Costa?

Una persona molto fortunata, mi sento Pinocchio nel paese dei balocchi. Mi sono costruito il mio Luna Park. Casa mia è piena di giacche, cappelli, bastoni, tutti costumi che ho usato nei miei vari spettacoli. Il mio parco giochi, ma quei giochi sono diventati il mio lavoro molto impegnativo”.

I suoi pregi e i suoi difetti

Riguardo i pregi, ma potrebbero essere anche difetti, mi piace essere preciso, professionale, che tutto sia sempre organizzato, amo la puntualità. Riguardo i difetti – fa sapere – posso dire che, forse, per questo ambiente sono troppo buono. Per chi fa spettacolo non è concesso essere buoni, sennò c’è sempre qualcuno che ne approfitta. Bisogna non farsi fregare professionalmente”.

Quest’anno festeggia 32 anni di carriera. Ha ancora un sogno da realizzare?

Si può dire che uno l’ho realizzato. Da anni mi sarebbe piaciuto stare in un cartellone teatrale ricco di attori affermati, famosi. Beh, quest’anno è successo: ho aperto la stagione del Teatro Olimpico con il mio spettacolo e nella conferenza stampa di presentazione ero accanto a personaggi quali Cuccarini-Ingrassia, Maurizio Battista, Vittorio Sgarbi, Lopez-Solenghi. E poi sto scrivendo una commedia musicale, che spero di portare in scena quanto prima”.

Progetti futuri?

Tanti. Intanto subito do una primizia. Arturo Brachetti – sottolinea con orgoglio – nel centro storico di Torino ha aperto un teatro con la sua direzione artistica, Le Musichall, dove andranno in scena i più variegati spettacoli, dalla prosa al varietà. Io dal 20 dicembre al 6 gennaio sarò lì con il mio spettacolo, Ridi con me: terapia comica di gruppo, con la regia di Brachetti. Dal 30 aprile al 10 maggio 2020 questa volta chiuderò la stagione dell’Olimpico con Gran Casinò. Poi, dal 14 al 31 maggio, sarò al Teatro Martinitt di Milano con Gli amici non hanno segreti”.

Giancarlo Leone 

 

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