“E’ cosa buona e giusta” al Sistina

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Al Teatro Sistina ha debuttato un piacevole spettacolo che vede Michele La Ginestra nel ruolo di grande mattatore: parliamo di  “E’ cosa buona e giusta”, in cui, dietro la tonaca sacerdotale, si nascondono una serie di divertenti personaggi.  

 

L’opera, scritta dallo stesso La Ginestra e da Adriano Bennicelli (suo storico partner di memorabili imprese artistiche) è ambientata in un oratorio parrocchiale: don Giuliano (ottimamente interpretato da Andrea Perrozzi) chiama il suo amico… Michele La Ginestra, attore di successo, per spiegare informalmente ai ragazzi che cos’è il teatro, che cos’è la vita, quali sono i valori che stiamo perdendo e che, forse, varrebbe la pena di recuperare.

Questa è la struttura, o meglio il fil rouge, che consente all’attore romano di spaziare in lungo e in largo, dando vita ai personaggi più diversi e divertenti. E così, sapientemente intervallate da momenti musicali di bella fattura e da coreografie, si susseguono gustose scenette in cui La Ginestra dà il meglio di sé.

 

Si materializza anche il Michele ragazzino, che vorrebbe giocare al calcio, ma ne viene ostacolato dai suoi “piedi a banana”. Quindi, sfilano innanzi a noi il vecchio parroco Don Gino (che ricorda nella parlata il grande Aldo Fabrizi…), un professore di sostegno pugliese, un claudicante bidello di Bitonto, un irresistibile “coatto” romano, smartphone-dipendente, un agente di spettacolo milanese, che si rivela essere il classico millantatore. Per poi concludere con “Don Michele”, che fa il “sermone” finale.

Nel dar vita a questi personaggi, La Ginestra mostra tutta la sua abilità nel far risuonare anche le cadenze dialettali, oltre alle varie caratterizzazioni dei singoli personaggi.

Gli intervalli musicali, cantati e ballati, sono assai piacevoli: un’ideale colonna sonora che accompagna la rievocazione delle antiche feste da ballo in casa, che molti ancora ricordiamo, o le prime timide passeggiate notturne in spiaggia, seguite dal primo bacio.

 

Sicuramente tra i momenti migliori dello spettacolo va annoverato il “ballo degli ombrelli”, sulla musica di “Baciami piccina” del Quartetto Cetra. Ombrelli che alla fine vengono rivolti verso il pubblico e su ogni ombrello appare l’emotikon del sorriso. E già, perchè in realtà è proprio questo il tema conduttore dello spettacolo.

 

Certo, Michele fa una satira acuta e graffiante sulla società di oggi, dominata dall’invadenza della tecnologia, smartphone in particolare. Sottolinea anche certe distanze generazionali, che si traducono anche in strane “locuzioni periferiche” in uso in alcuni ambienti giovanili (ad esempio il discusso “scialla”!) Ma il messaggio viene poi abilmente girato in positivo, grazie ai consigli per la vita, agli insegnamenti di buon senso che Michele-Don Michele distribuisce incessantemente, per poi culminare in un momento di poetica intensità, dedicato al ricordo del papà, che del costante sorriso aveva fatto la sua cifra vincente.

Divertente e coinvolgente anche il momento karaoke, che chiama in causa il pubblico in platea.

Nel complesso, abbiamo assistito a uno spettacolo garbato, intelligente e ben calibrato, dove si fanno notare in primis il bravissimo Andrea Perrozzi (nei panni, anzi nella tonaca di Don Giuliano, e non solo!), dei bravi attori emergenti – tutti del laboratorio del Teatro Sette – che rispondo ai nomi di Ilaria Nestovito, Alessandro La Ginestra, Andrea Palma e Alessandro Buccarella. Non solo, ma contribuiscono validamente allo spettacolo una ventina di allievi dell’accademia del Sistina, che si esibiscono con disinvoltura, dando prova di grande capacità e di notevoli progressi.

Piacevole e fantasiosa, con belle trovate sceniche, la regia realizzata egregiamente da Andrea Palotto.

Nel complesso, uno spettacolo che è valso la pena vedere!

Salvatore Scirè

 

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Salvatore Scirè
giornalista e fotografo – commediografo e regista teatraleLaureato in Giurisprudenza, ha studiato lingue straniere e musica. In campo giornalistico si è occupato di vari temi, ma ha sempre prediletto il reportage geografico, formando testi e foto e pubblicando su importanti testate nazionali.E’ autore di tre libri fotografici: Roma nel cuore (Rizzoli Editore l982, prefazione di Carlo Lizzani) Gargano spettacolo della natura (Ed. Magnus 1987, prefazione di Nantas Salvalaggio) Roma colori del tempo (Il Capitello 1989 - II ediz. 2000 - prefazione di Giulio Andreotti). Ha pubblicato il saggio umoristico Donne... maneggiare con cura! (Liux Edizioni 2012)Da 22 anni scrive per il teatro come commediografo; da 16 anni si occupa anche di regia teatrale. Ha scritto una ventina di commedie, tra cui Professione separata! Ciao papà, ti presento mia madre!Cocktail di scambi; C’è un morto giù in cantina!

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