Una discesa notturna nell’ignoto

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Al Teatro Ambra Jovinelli di Roma, www.ambrajovinelli.org fino al 14 aprile, è in scena Dracula di Bram Stoker, per la regia di Sergio Rubini (anche protagonista), che ne ha curato anche l’adattamento con Carla Cavalluzzi. Tra gli attori Luigi Lo Cascio e Lorenzo Lavia.

Tuoni, fulmini, saette, buio, penombra, scoppi e botti improvvisi, pioggia. Nel tetro nero dove si vedono solo contorni di persone e cose, è approdato al Teatro Ambra Jovinelli di Roma, fino al 14 aprile, Dracula di Bram Stoker per la regia di Sergio Rubini (anche protagonista) che ne ha curato anche l’adattamento con Carla Cavalluzzi. Quasi due ore per un atto unico e raccontare una discesa notturna nell’ignoto, per offrire alla platea la voglia di mettere a nudo il mostro che si cela in ognuno di noi, mettendoci a confronto con i nostri più profondi e ancestrali misteri.

 

Ma il giovane Jonathan Harker (Luigi Lo Cascio), procuratore londinese, non sa che il baratro che lo attende e quando inizia il suo viaggio si ritrova circondato da un clima di mistero e scongiuri. Quando arriva al castello di Dracula in Transilvania, si ritrova di fronte ad un uomo vestito di nero, dagli occhi sporgenti e rossi, dai denti bianchi e aguzzi, dalle mani grandi e le dita così affilate quasi sembrano artigli. Sembra di essere quasi di fronte ad un morto. Il giovane Harker sprofonda così in un clima di mistero, di illusione, di oscurità. Ma il viaggio da lui compiuto non si limita a quell’esperienza fatta di angoscia e paura.

 

L’orrore di ciò che ha vissuto al castello deborda e finisce con l’inghiottire tutta la sua esistenza, diventa un’ossessione che contamina tutto ciò che ha di più caro, destabilizzando ogni certezza. Di questo contagio ne è vittima anche sua moglie Mina (Margherita Laterza), a cui Jonathan inizialmente non ha il coraggio di raccontare questo accaduto.

 

 

Questo Dracula è la riscrittura di un capolavoro della letteratura. Le scene, le luci, l’ambientazione stessa più che un viaggio agli inferi sembra quasi un castello dei fantasmi al luna park. Troppi flash, troppo fracasso sproporzionato sul palco tra gli attori, tanto da non creare, forse, appieno quella tensione che dovrebbe essere, invece, presente in un’opera come quella di Stoker, dove c’è paura dall’inizio alla fine.

Gli attori, comunque, sono tutti bravissimi e ben compenetrati nei loro ruoliLuigi Lo Cascio, nel ruolo di Jonathan Harker si conferma credibile, sensibile, arguto e molto convincente; Sergio Rubini, nel ruolo del Prof. Abraham Van Helsing è magistrale e molto naturale in scena, pronto ad interpretare le parole di uno scrittore come Stoker.

Buona la prova di tutti gli altri protagonisti, da Lorenzo Lavia (Martin Renfield) a Roberto Salemi (Dottor Seward), da Geno Diana (Dracula) a Margherita Laterza (Mina Harker). Indubbiamente da vedere, imperdibile.

Giancarlo Leone

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