Piccolissima serenata: nostalgia di Carosone al Teatro sala Umberto

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Serata unica, purtroppo, per uno spettacolo dal carattere irripetibile che il complesso de “Gli Anema” ha portato in scena al Teatro Sala Umberto per rendere omaggio a Renato Carosone, tra i più grandi nell’Olimpo dei  cantautori napoletani: pianista, direttore d’orchestra, compositore, jazzista che seppe magistralmente fondere i ritmi della tarantella con le melodie afro americane creando altresì una sorta di macchietta dai ritmi ballabili.

 

A lui (ed a Domenico Modugno) il grande merito di aver venduto una enorme quantità di dischi negli Stati Uniti senza doverli incidere in inglese; tutti i meriti di Carosone sono stati brillantemente ricordati sul palcoscenico del Sala Umberto da un ben affiatato complesso con l’accompagnamento di Max Paiella.

 

 

Una esibizione dai toni molto accattivanti, che ha fatto tornare indietro di mezzo secolo i presenti i quali hanno così rivissuto i più bei titoli del cantautore napoletano il cui arco temporale di attività musicale è databile dal 1935 fino alla sua morte.

 

Sebbene il complesso musicale formato da Marcello Corvino al violino, Biagio Labianca alla chitarra, Massino De Stephanis al contrabbasso e Fabio Tricomi al mandolino e percussioni abbia saputo ben rendere l’idea delle caratteristiche musicali del grande compositore partenopeo, tuttavia si è percepita l’assenza dello strumento più caratteristico che accompagnava le sue esibizioni, il pianoforte, al quale Paiella ha fatto riferimento soltanto a latere degli aneddoti da lui raccontati.

Meritato comunque il successo ottenuto dalla compagine in scena che ha ricevuto non solo una richiesta di bis, ma addirittura (e da tempo non accadeva) una ulteriore richiesta di esibizione, prima che il sipario calasse definitivamente su questa sorta di nostalgico “remember”.

Andrea Gentili

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