Al Teatro de’ Servi “Call Center 3.0”

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Al Teatro de’ Servi si avvia a conclusione una commedia originale e piacevole dal titolo Call Center 3.0, scritta e diretta da Roberto d’Alessandro il quale, in questa occasione, si è voluto ritagliare un piccolo ruolo, proprio per curare al meglio la direzione della messa in scena.

Si tratta di un lavoro “innovativo”, per D’Alessandro, il quale ci ha abituati alla classica commedia, fatta di battute serrate e di situazioni paradossali e comiche. Call Center 3.0 si propone allo spettatore come pièce che potremmo definire “socio-sindacaleggiante” (ci si passi il termine, solo per dare un’idea).

Un vero e proprio “j’accuse” nei confronti degli infernali call center, che purtroppo tormentano la nostra vita quotidiana, peraltro senza trascurare la condizione dei lavoratori, molto spesso costretti a fare un lavoro sgradevole, odiato dalla gente, e per pochi soldi.

Ecco in sintesi la nostra storia.

Siamo in un call center TIM (tra i più “attivi” in proposito!), dove Giovanna da poco assunta, cerca di raggiungere il numero di contratti previsti per vincere un viaggio premio nei mari del sud, sostenuta dal suo tutor Filippo, il quale oltre a supportarla nel lavoro, vorrebbe anche sostenerla…. in senso erotico!

La titolare illuminata dell’azienda è Luisa, assistita dal suo fidanzato Mario che però ha preferisce la filosofia al vil denaro. Si lavora anche la notte di S.Silvestro, per raggiungere gli obiettivi, ma in tale contesto irrompe accidentalmente pistola alla mano un disoccupato disperato, Giorgio, che ha perso la brocca! Gli altri due personaggi sono la guardia notturna Domenico e la donna delle pulizie Teresa.

La domanda che si pone l’Autore è la seguente:

“Un mondo migliore è possibile, in questo Occidente precarizzato, socialmente polverizzato? Viviamo in una civiltà prossima alla dissolvenza, eppure anche ciò che sembrerebbe irrecuperabile può diventare un’occasione per rendere le persone migliori.”

La risposta: “È possibile solo se nel cuore delle persone alberga l’amore, quello che nasce e quello che finisce, quello che c’era e quello che ci sarà.”

Come si può immaginare, il lavoro si fonda soprattutto sul racconto dell’umanità dei singoli personaggi, sui rapporti interpersonali, sui contrasti, le empatie i sogni; e necessariamente si basa anche sulla indiscussa bravura degli attori in scena.

Milena Miconi è una straordinaria Giovanna, ragazza dal passato ingombrante, che in questo lavoro “onesto” trova una ragione di esistere, mentre Franco Oppini è bravissimo nel ruolo del dirigente ossessionato dal sesso. Molto grintosa e convincente Karin Proia, nelle vesti di Luisa; colorito e brillante Luca Capuano nel ruolo del “filosofo” Mario.

Perfetto Pietro Genuardi, nel ruolo di Giorgio, “folle” ma non troppo, che diventa l’elemento di rottura e allo stesso tempo portate di tutta la struttura drammaturgica.

Completano il cast lo stesso Roberto d’Alessandro,  nella divisa del vigilante sornione e accomodante, e Cecilia Taddei, brillantissima nei panni di Teresa, la donna delle pulizie romena.

La commedia scorre con bei ritmi, toccando momenti anche drammatici da thriller poliziesco, ma anche ben condita di gags che valorizzano le capacità attoriali di Franco Oppini, e della Miconi, con un finale sorprendente e scoppiettante.

Nel complesso, uno spettacolo gradevole e divertente, che merita di essere visto.

Salvatore Scirè

 

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Salvatore Scirè
giornalista e fotografo – commediografo e regista teatraleLaureato in Giurisprudenza, ha studiato lingue straniere e musica. In campo giornalistico si è occupato di vari temi, ma ha sempre prediletto il reportage geografico, formando testi e foto e pubblicando su importanti testate nazionali.E’ autore di tre libri fotografici: Roma nel cuore (Rizzoli Editore l982, prefazione di Carlo Lizzani) Gargano spettacolo della natura (Ed. Magnus 1987, prefazione di Nantas Salvalaggio) Roma colori del tempo (Il Capitello 1989 - II ediz. 2000 - prefazione di Giulio Andreotti). Ha pubblicato il saggio umoristico Donne... maneggiare con cura! (Liux Edizioni 2012)Da 22 anni scrive per il teatro come commediografo; da 16 anni si occupa anche di regia teatrale. Ha scritto una ventina di commedie, tra cui Professione separata! Ciao papà, ti presento mia madre!Cocktail di scambi; C’è un morto giù in cantina!

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