Van Gogh in esposizione a Houston

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Vincent Van Gogh Autoritratto Marzo-giugno 1887 olio su cartone Van Gogh Museum Amsterdam (Fondazione Vincent Van Gogh)

Al Museum of Fine Art (MFA) di Houston dal 10 marzo al 27 giugno 2019 c’è l’esposizione dal titolo “Van Gogh La sua vita nell’arte” organizzata in collaborazione con il Van Gogh Museum di Amsterdam e il Kröller-Müller Museum di Otterlo.Presenta 50 opere ed è ordinata per periodi. Curatori David Bomford e Audrey Jones Beck.

Vincent Van Gogh
Capo di una donna che indossa un berretto bianco novembre 1884-Maggio 1895olio su tela
Museum-Kroller-Müller Otterlo ©Kroller-Museum foto Rick Klein Gottlik©

 

 

 

Il Museum of Fine Art di Houston che è uno dei 10 più grandi musei degli USA, ha deciso di celebrare l’arte di Van Gogh con 50 opere concesse dal Van Gogh Museum di Amsterdam e dal Kröller Müller Museum di Otterlo per far conoscere al pubblico l’intera vita artistica di questo importante pittore ottocentesco che è stato riconosciuto come uno grande innovatore solo dopo la sua morte.

 

 

Vincent Van Gogh
Nel caffè: Agostina SegatorI a le Tambouren gennaio-marzo 1887 olio su tela Van Gogh
Museum Amsterdam ( Fondazione Vincent Van Gogh

 

La mostra è allestita dai curatori David Bomford e Audrey Jones Beck per periodi che sono quelli dove la vita artistica è unita a quella personale. Le sezioni sono 4 e partono dal 1883-1885 momento nel quale Van Gogh scopre di essere un artista nella cittadina di Nuenen sempre con l’appoggio finanziario del fratello Theo. Van Gogh lavora mettendo in evidenza il fisico e la psicologia del soggetto e Il suo sviluppo artistico continua poi riproducendo le scene del villaggio, lavoro molto ammirato dal pittore François Millet. Nel periodo l’artista studia riproducendo la vita rurale. Questo è documentato in mostra da 3 disegni.

 

Vincent Van Gogh
Iris maggio 1890 olio su tela Van Gogh Museum Amsterdam ( Fondazione Vincent
van Goh)

 

Si passa ai suoi studi accademici a Antwerp nel 1885, che abbandona dedicandosi ai ritratti. Segue poi il periodo parigino dove stringe amicizia con Emile Bernard e Henry de Toulouse-Lautrec. E’ il momento della vita al Caffè Tambourin e di questo c’è mostra c’è il Ritratto di Agostina Segatori. Proprio a Parigi l’artista scopre una nuova fonte d’ispirazione, cioè il japonisme, come scritto al fratello Theo. Questo momento è rispecchiato nei suoi drammatici lavori e ei suoi colori contrastanti.

 

 

Vincent Van Gogh
Contadina Binding Sheaves olio su tela su cartone settembre 1889 Van Gogh Museum
Amsterdam (Fondazione Vincent Van Gogh)

 

 

Dopo due anni a Parigi, Van Gogh si trasferisce a Arles nel sud della Francia. Qui inizia a dipingere con il suo inconfondibile stile ispirato dalla luce intensa del sud e realizza bellissimi ritratti avendo però le sue prime crisi. Uno dei primi quadri che Van Gogh crea dopo il ritorno dall’ospedale è Still life with a Plate of Onions del 1889. Dello stesso giorno c’è il fax simile della lettera scritta al fratello. La mente di Van Gogh continua a vacillare e decide da solo di internarsi nell’ospedale psichiatrico Saint-Paul de-Mausole di Saint- Remy nel maggio 1889.

 

 

Vincent Van Gogh
Ritratto di uomo fine ottobre-metà dicembre 1888 olio su tela Museum Kroller-Muller
Otterlo ©Kroller-Muller Museum

Nell’ospedale psichiatrico l’artista crea dozzine di dipinti del giardino guardando dalla finestra della sua camera, realizzando molte delle sue opere iconiche tra le quali Starry Night and Irises e molti dipinti di scene idilliache come Peasant Woman Binding Wheat Sheaves del 1890 ispirato dall’opera di Millet. Nel maggio 1890 lascia Saint- Remy per Auvers dove crea il celebre Ritratto del Dott. Paul Gachet. Dipinge inoltre molti paesaggi incluso Ears of Wheat nel giugno 1890, uno degli ultimi lavori. presente in quest’esposizione.

Nello stesso anno il 27 Luglio muore suicida.

Questa mostra che è disposta in modo di far conoscere i punti salienti della vita artistica di Van Gogh, è messa a fuoco dai fax simile delle lettere che l’artista ha scritto al fratello Paul messe in evidenza durante il percorso dell’esposizione.

Emilia Dodi

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