Una mostra alla GASC di Milano

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Aldo Carpi L’arresto di Gesù 1951 tecnica mista su tela cm,121x60 Milano GASC

Alla GASC Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei di Milano dal 15 febbraio al 15 aprile 2019 c’è la mostra che documenta la svolta verso l’Arte Contemporanea di Papa Paolo VI dal momento che era divenuto Arcivescovo di Milano. Le 50 opere sono tutte della Casa di Redenzione Sociale che ha sede nella medesima Villa Clerici.

Floriano Bodini
L’Ultima cena 1955 ca. Olio su tavola cm.21×28 Milano GASC

La mostra che ha per titolo “Torniamo amici. Paolo VI e gli artisti” fa riferimento alla frase che l’allora Arcivescovo di Milano divenuto Papa Paolo VI, pronunciò quando ricevette in udienza particolare gli artisti nella Cappella Sistina nel maggio del 1964. Le opere esposte tra oli, disegni, bozzetti, schizzi, sculture e grafiche, sono 50 raramente o mai mostrate di autori quali Aldo Carpi, Francesco Messina, Trento Longaretti, Silvio Consadori, Floriano Bodini, Luigi Filocamo, Lello Scorzelli, Virginio Ciminaghi, Angelo Biancini, Eros Pellini, Ettore Calvelli.

 

 

Luigi Filocamo
Donne al sepolcro1950-1955 tempera su tavola cm.40×82 Milano GASC

 

 

La mostra testimonia anche il legame tra l’allora Arcivescovo di Milano e la Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei creata nel 1955, e il grande significato storico-artistico dell’amicizia di Papa Paolo VI con gli artisti che furono suoi amici.   La mostra è curata da Luigi Codemo e Alice Tonelli, con la raccolta museale della Casa di Redenzione Sociale di Milano e organizzata dalla GASC con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Milano e dell’AMEI Associazione Musei Ecclesiastici Italiani.

 

Lello Scorzelli
Schizzo per il Ritratto di Paolo VI anni ’70 del Novecento penna
su carta cm,7×10 Milano GASC

 

 

Sono esposti a testimonianza del rapporto della GASC con Paolo VI anche la versione in bronzo del Ritratto di un Papa di Floriano Bodini e la croce astile di Lello Scorzelli nonché documenti e foto d’epoca. Continuando, sono documentati il piano e i progetti come il Nuovo piano Chiese a Milano che prevedeva più di 100 chiese data l’espansione della città e la Cappella privata di Paolo VI in Vaticano.

 

 

Tina Bellotti
Ritratto di Paolo VII 1965 litografia 35X50 cm. Milano GASC

 

 

La sua preoccupazione pastorale per le periferie era così forte che chiese a architetti e artisti di fare in modo che queste non divenissero “fiori di spiritualità nel deserto”. Per la Cappella sono esposti piani preparatori bozzetti, bronzi e gessi la cui parte artistica venne affidata a Dandolo Bellini con l’intervento di autori quali Enrico Manfrini, Lello Scorzelli, Luigi Filocamo, Silvio Consadori, Trento Longaretti, Mario Rutelli, tutti artisti legati alla GASC.

 

 

Trento Longaretti
Incontro di Paolo VII con il patiarca Atenagora 1975 litografia cm.35×50 Milano GASC

Per questa occasione oltre alla Cappella di Santa Teresa di Villa Clerici non visitabile dal pubblico, ci sarà una sezione dedicata alla GASC che nel periodo in cui Montini fu Arcivescovo di Milano, gli artisti potevano riunirsi promuovendo la ricerca. Inoltre la GASC ebbe una parte di rilievo quando fu realizzata la Collezione di Arte Religiosa Moderna in Vaticano aperta nel 1973. La mostra si chiude idealmente con le opere prestate dai Musei Vaticani come il disegno preparatorio della scultura di Pericle Fazzini che adorna la sala delle udienze. Dal Museo Arte Contemporanea Paolo VI di Concesio, città natale di Papa Montini, provengono un’acquaforte di Marc Chagall e una litografia di Henry Matisse.

Savina Fermi  

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