Lillo:“Va in scena la mia anima rock”

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Una delle novità più attese della stagione in corso del Teatro Sistina, dal prossimo 5 marzo in prima assoluta e per la prima volta in Italia, con tre anteprime l’1, 2 e 3 marzo, è indubbiamente lo spettacolo School of rock, il musical dove la musica sarà al centro della scena. Protagonista indiscusso sarà Lillo, comico, fumettista, attore di cinema e di teatro, ma anche abile chitarrista. Con il suo Jack Black, personaggio interpretato nell’omonimo film dall’attore Dewey Finn, è pronto a conquistare e a stupire il pubblico con il suo talento artistico e musicale. Visum lo ha incontrato.

A scegliere Lillo e alcuni dei ragazzi della sua Accademia Sistina per questo spettacolo, Massimo Romeo Piparo, direttore artistico del Sistina, nonché regista di questa nuova sfida, che ha dichiarato: “Per me in Italia Jack Black poteva essere solo Lillo, che non è solo un attore ma anche un bravissimo chitarrista rock. Quando gliel’ho proposto ho scoperto che sognava questa parte. Sarà uno spettacolo in italiano, anche se non amo tradurre i grandi successi, ma in quei brani c’è metà del racconto e dei personaggi. Il pubblico che non conosce l’inglese non può perderlo. Con Lillo, un cast di 25 cantanti e attori e 12 bambini. Dopo aver messo in scena Billy Elliot, ho capito che bisogna investire sulle nuove generazioni. Dopo il sogno di un bambino che ce la fa, ora racconto il sogno di un ‘grande’ rimasto un po’ bambino dentro”.

 

Lillo, come si sta preparando a questo appuntamento teatrale? E’ prestigioso ma anche impegnativo.

Sì, certo, è prestigioso ma anche impegnativo, dieci ore di prove ogni giorno. Però ho l’energia che mi danno questi ragazzi, che sono eccezionali e hanno voglia di impegnarsi, di fare bene questo lavoro. Non mi aspettavo questa loro predisposizione a fare musica rock. Sto trasferendo la mia passione di rockettaro, quella che ho fin da ragazzo, a loro e ne sono felice”.

Quando Piparo l’ha scelta per interpretare Jack Black, quale è stata la sensazione che ha provato?

Quando mi ha fatto la proposta mi ha un po’ spiazzato, ma non nascondo che desideravo fare questo musical bellissimo. In fondo io ho un’anima rock e il mio personaggio ben si sposava con le mie caratteristiche. E’ un’esperienza personale di carriera, uno spettacolo che andava fatto. Poi ho stima del lavoro di Piparo e così ho accettato. Mi ha portato anche a Londra a vedere il musical, che è fantastico. Trovarmi sul palco del Sistina è sempre un’emozione e lo sarà ancora di più con questo musical. Se una persona non è rock dentro, con questo spettacolo lo diventerà, finirà per amare il rock”.

Cosa è per lei il rock?

E’ una filosofia e uno stile di vita, è un farsi sentire senza abbassare la testa, le note forti aiutano a far ascoltare meglio il rock anche se oggi, purtroppo, il senso del rock si è un po’ perso”.

Cosa la lega al personaggio di Jack Black?

L’immaturità, perciò non farò fatica ad interpretarlo. Mia moglie ne è testimone e mi dispiace per lei visto che in casa mi diverto ancora a giocare con i soldatini, sono pieno di fantasia e invento battaglie, scontri. Trovare il bambino che ho dentro è facile. E poi mi lega a Jack Black la musica: come dicevo sono un vero rockettaro”.

Per fare School of Rock si è dovuto dividere da Greg

Sì ma momentaneamente. Poco tempo fa abbiamo terminato una tournée teatrale; ho potuto accettare questo spettacolo perché ci siamo presi una pausa. School of Rock era più per un personaggio che ama il rock, come me, mentre Greg ama più lo swing. Stiamo già, comunque, pensando ai nostri impegni futuri in comune: un film, un prossimo spettacolo teatrale e poi alla radio su Radio2 Rai sempre 610 (Sei uno zero)“.

Giancarlo Leone

 

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