Isabel Russinova porta Maria Luisa de’ Medici all’Arcobaleno

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Al Teatro Arcobaleno si sono concluse le repliche di MARIA LUISA, L’ULTIMA DE’ MEDICI. Uno spettacolo elegante e raffinato, scritto e interpretato da Isabel Russinova; una vera e propria passeggiata nella storia, un racconto colto e appassionato della donna che amava la sua famiglia, che amava la sua terra, che amava l’arte, insomma, una “madre di bellezza”!

 

Siamo nel XVII secolo, in un’Europa irrequieta, in cui le case regnanti cercano con matrimoni combinati di espandersi e di rafforzarsi. Il Granducato di Toscana è quasi un’isola felice, ma proprio per questo appetibile. Cosimo III de’ Medici ha due figli maschi, Ferdinando e Gian Gastone. E una femmina, Maria Luisa, appunto.

 

Purtroppo, entrambi gli eredi maschi vengono a mancare prematuramente, senza lasciare una discendenza. Pertanto il granduca tenta invano di far riconoscere una discendenza femminile, ma le corti europee non ci pensano affatto, mosse dalla voglia di mettere le mani sul possedimento mediceo. E così Maria Luisa sposerà a Innsbruck il principe tedesco Giovanni Carlo Guglielmo I, grande elettore del Palatinato. Rimasta vedova, ritorna a Firenze, la sua terra e alla sua morte, dispone che il suo patrimonio artistico resti per sempre in dono alla sua città.

Ecco, questa è la storia che Isabel Russinova ci propone con accenti appassionati, a volte romantici, a volte nostalgici, a volte teneri: parla dei fratelli, della società in cui ha vissuto, delle emozioni provate. Ma soprattutto vuole rievocare la figura di una donna forte e fragile insieme, moderna e coraggiosa, in un lavoro che intende essere anche oggetto di studio e di ricerca ulteriore.

 

Una prova di attrice bella e impegnativa che si snoda con solennità e attraverso ritmi compassati, accompagnata dalle musiche di Francesco Verdinelli e con luci basse, a volte quasi caravaggesche, curate da Giorgio Rossi.

Pulita e misurata la regia di Rodolfo Martinelli Carraresi. Interessanti gli effetti multimediali di Francesco Tellico.

 

 

Nel complesso un lavoro interessante, di approfondimento e di valido effetto. Una bella pillola di cultura, che ben si inserisce nella programmazione di questo spazio teatrale, che, sotto la direzione artistica di Vincenzo Zingaro, ha come riferimento ideale  “Il gusto dei classici!”.

Salvatore Scirè

 

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Salvatore Scirè
giornalista e fotografo – commediografo e regista teatraleLaureato in Giurisprudenza, ha studiato lingue straniere e musica. In campo giornalistico si è occupato di vari temi, ma ha sempre prediletto il reportage geografico, formando testi e foto e pubblicando su importanti testate nazionali.E’ autore di tre libri fotografici: Roma nel cuore (Rizzoli Editore l982, prefazione di Carlo Lizzani) Gargano spettacolo della natura (Ed. Magnus 1987, prefazione di Nantas Salvalaggio) Roma colori del tempo (Il Capitello 1989 - II ediz. 2000 - prefazione di Giulio Andreotti). Ha pubblicato il saggio umoristico Donne... maneggiare con cura! (Liux Edizioni 2012)Da 22 anni scrive per il teatro come commediografo; da 16 anni si occupa anche di regia teatrale. Ha scritto una ventina di commedie, tra cui Professione separata! Ciao papà, ti presento mia madre!Cocktail di scambi; C’è un morto giù in cantina!

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