Con Mo’ me lo segno, un omaggio a Massimo Troisi

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Al Teatro Delle Muse di Roma, fino al 3 marzo, è in scena lo spettacolo Mò me lo segno, scritto e diretto da Geppi Di Stasio, un omaggio a Massimo Troisi. Con Di Stasio sul palco, Roberta Sanzò, Alida Tarallo, Carlo Badolato e i musicisti Sergio Colicchio ed Emiliano Federici.

Sono passati 25 anni dalla scomparsa di Massimo Troisi, un attore completo, dotato di una sensibilità particolare e come tutti i grandi attori era capace di far ridere, piangere e riflettere. Già malato di cuore, volle assolutamente portare a termine le riprese del suo ultimo film, Il Postino, che lo avrebbe consacrato nell’Olimpo del cinema italiano e mondiale, candidato a 5 Oscar e vincitore dell’Oscar per la migliore colonna sonora.

Certo non era facile toccare un’icona come quella di Massimo Troisi, era un progetto un po’ azzardato, ma Geppi Di Stasio, regista, autore ed interprete di Mò me lo segno ci ha voluto provare, riuscendoci meritatamente, ma anche rendendosi conto che l’impresa non era facile. Con lui in scena Roberta Sanzò, Alida Tarallo, Carlo Badolato, i musicisti Sergio Colicchio ed Emiliano Federici.

Mò me lo segno riprende la famosa battuta tratta dal film Non ci resta che piangere, un inno alla leggerezza con cui a volte la vita va presa, quella stessa vita che Troisi ha sacrificato volendo a tutti i costi finire di girare Il Postino, piuttosto che sottoporsi all’intervento chirurgico al cuore che lo avrebbe potuto salvare.

Geppi Di Stasio ha messo in scena uno spettacolo particolare, dinamico dove ci fa conoscere non l’artista Massimo Troisi, ma l’uomo Troisi, che forse pochi conoscono, avvicinando la figura di Pablo Neruda (qui interpretato da Carlo Badolato) a quello del comico campano.

Nel film Il Postino, Pablo Neruda era interpretato da Philippe Noiret e pur non essendosi mai conosciuti, è possibile ritrovare molte affinità tra i due grandi artisti: l’amore per il mare, la passione per le donne, l’amore per la poesia e l’arte. Anche la musica in questo spettacolo la fa da padrona con dei brani musicali che stuzzicano la nostra memoria. Certo non poteva mancare il ricordo di un altro grande artista che ci ha lasciato prematuramente: Pino Daniele, grande amico di Troisi.

Quasi alla fine dello spettacolo Geppi Di Stasio diventa anche cantante, offrendo al pubblico una personale interpretazione di Quando, canzone scritta da Pino Daniele per il film Pensavo fosse amore invece era un calesse. Bello spettacolo ma con un unico neo: alla fine, durante i ringraziamenti, prima di chiudere lo spettacolo, Geppi Di Stasio indossa una sciarpa rossa dicendo al pubblico che quello non era un vezzo modaiolo, ma era semplicemente la sciarpa regalata a lui dalla Famiglia Troisi: ecco, la sciarpa poteva essere il classico gancio per iniziare lo spettacolo.

 

L’avrebbe potuta indossare fin dalla sua prima entrata in scena e dicendo che quella era stata un regalo della Famiglia Troisi cominciare a raccontare l’attore, così come è stato fatto.

 

 

 

Potrebbe essere un’idea: ma se Geppi Di Stasio ha ritenuto fare così e indossare la sciarpa alla fine, ne prendiamo atto. Nonostante ciò, Mò me lo segno merita di essere visto perché ci sembrerà di avere ancora fra noi Massimo Troisi.

Giancarlo Leone

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