Brava e pregnante Veronica Pivetti in “Viktor und Viktoria”

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Veramente sfolgorante Veronica Pivetti in questa bella commedia ispirata all’omonimo film di Reinhold Schunzel che Emanuele Gamba dirige al Teatro Quirino Vittorio Gassman, la cui permanenza in palcoscenico è prevista fino al 17 febbraio prossimo.

L’eclettica attrice milanese, che è notoriamente anche regista, doppiatrice e conduttrice televisiva, interpreta la parte di una sfortunata aspirante ad un qualche ruolo in teatro, la passione di Susanne Weber, la protagonista, che in cerca di fortuna si trasferisce dall’Italia a Berlino nel periodo immediatamente successivo alla repubblica di Weimar, quando le forze nazionalsocialiste di Hitler hanno appena preso il potere su quelle di estrema sinistra: la fame, il freddo, gli stenti e due incontri casuali con altrettanti personaggi del mondo dello spettacolo e dell’alta e degenerata borghesia tedesca cambieranno il corso della sua vita.

A scapito della sua personalità, però, perché quando un attore, anch’egli immigrato dall’Italia (Vito Esposito, la cui parte è egregiamente interpretata dal simpaticissimo Yari Gugliucci) la mette in contatto con una capocomica assai irriverente e degenerata baronessa, Ellinor Von Punkeretin (molto pregnante la brava Pia Engleberth nella parte), è costretta, per accettare il contratto che quest’ultima le propone, ad interpretare un ruolo da maschio.

Susanne, che nel frattempo è stata ospitata da Vito nella sua più che modesta abitazione, inizia ad avere successo e finisce col diventare finalmente nota; un fascinoso ed affettatissimo conte dal nobile nome di Frederich Von Stein (un Giorgio Borghetti veramente efficace, simpatico ed impegnatissimo) si innamora di “lui” che la brava eclettica Pivetti interpreta travestita da uomo.

A questo punto si scatenano una serie ben congegnata di incastri, di amori più o meno “normali” dal punto di vista della sessualità ma che comunque al loro interno sembrano prescindere da tale elemento: in particolare Susanne, che nel frattempo un poco per riconoscenza e un poco’ per sentimento si è innamorata di Vito, è anche colpita dallo strale Cupido per il fascino strano del conte e si trova quindi ad un bivio di strade nel quale si incontrano elementi dell’ambiente dello spettacolo quali una stravagante ballerina della quale Vito è innamorato ed un attrezzista.

Lo sviluppo della vicenda è interessante perché scioglierà il dubbio di come Susanne, cui la Pivetti dà il nome e la persona in maniera estremamente professionale e quasi comica nella drammaticità della situazione storica del periodo in cui si svolge, riuscirà a dipanare il suo dubbio tra la riconoscenza per il suo mentore Vito e il conte che è pian piano divenuto l’uomo del suo cuore.

Da notare anche che questa rappresentazione del lavoro di Emanuele Gamba si tiene in un momento in cui elementi quali l’immigrazione ed i rapporti italo tedeschi sono all’attenzione di tutta l’opinione pubblica la quale non potrà, assistendovi, che dedurre le proprie impressioni.

 

Molto gradevole e senz’altro azzeccata la scenografia di Alessandro Chiti, buone le musiche ed estrosi quanto basta i costumi di scena opera di Valter Azzini.

Andrea Gentili

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