Antony Gormley in mostra agli Uffizi

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Antony Gormley e il direttore Eike Schmidt agli Uffizi

La Galleria degli Uffizi nell’Aula Magliabechiana presenta “Passage” tunnel di 12 metri di Antony Gormley nonché altre sculture importanti in vari spazi, retrospettiva dedicata all’artista inglese che Firenze conosce bene. Resterà aperta fino al 26 maggio 2019.

Antony Gormley
Veduta allestimento ESSERE 2019 per gentile concessione Galleria Continua San
Gemignano / Beijing/ Les Moulins / Habana foto Ela Bialkowska, Okno Studio © L’artista

Dopo la mostra Human al Forte Belvedere del 2015 che tanto successo ha avuto, Antony Gormley presenta Essere una retrospettiva dei suoi lavori dei quali Passage è il punto clou. Si tratta sempre del rapporto tra corpo umano e spazio e del corpo umano come spazio, che ha interessato la sua ricerca dagli anni ’60. La sua fama è fuor di dubbio poiché è stato nominato Sir dalla Regina Elisabetta II, titolo che viene conferito ai grandi inglesi che si sono distinti nel mondo.

 

Antony Gormley
Veduta allestimento nel secondo Corridoio degli Uffizi ANOTER TIME VI, 2007 ghisa
Per gentile concessione Galleria Continua San Gemignano/Beijing / Les Moulins/Habana
Foto Ela Bialkowska Okno Studio © L’artista

Passage è una maxi installazione di 12 metri che è l’opera più grande che sia mai stata presentata agli Uffizi. L’importanza di questa, è data anche dal suo dialogo con Room, due sculture che sono divise da trentacinque anni di distanza e che riguardano il rapporto del corpo. Passage del 2016 è un tunnel in acciaio dalla forma umana lungo 12 metri che può essere attraversato dal pubblico e Room del 1980 invece è una serie di abiti di Gormley tagliati in un nastro continuo di 8 mm. che crea un reticolo quadrato di 6×6 metri, non praticabile dal visitatore. E’ un dialogo per contrasto fra le due realizzazioni, un confronto tra stallo e movimento, fra spazio fantasioso e spazio reale.

Antony Gormley
Veduta dell’allestimento nella sala 43 degli Uffizi SETTLEMENT IV 2018, blocco in acciaio
inox Per gentile concessione Galleria Continua San Gimignano / Beijing/ Les Moulins/
Habana Foto Ela Bialkowska, Okno Studio © L’artista

L’arista ha così chiarito il suo lavoro:” uso l’impressione indessicale del mio corpo vivente invece che la mimesi per realizzare un’opera che sposa e racchiude, per coinvolgere e attirare l’attenzione”. La mostra inoltre mette in luce diverse opere create da Gormley proprio per quest’esposizione, tra le quali Veer II del 2018 che richiama tridimensionalmente in ghisa un dispiegato sistema nervoso al centro del corpo a grandezza naturale, e Breathe sempre del 2018, un’opera aperta di grandi dimensioni ricoperta di piombo che applica i principi spaziali del Big Bang alla unicità di un corpo individuale.

Antony Gormley
PASSAGE 2016 (detail) acclaim Corten Collection of Museum, Voorlind3en ,Wassermann The
Netherlands Per gentile concessione Galleria Continua San Gemignano /Beijing/ Les Moulins
Habana foto Ela Bialkowska, Okno Studio ©L’artista

 

 

Naturalmente non poteva mancare un riferimento al patrimonio culturale di Firenze e in particolare degli Uffizi e questo è dato da Another Time, esposta tra due sculture classiche in galleria e Event Horizon posta sulla terrazza degli Uffizi. Per trovare un rapporto anche con la collezione storica del luogo, in una sala c’è il dialogo tra l’Ermafrodito dormiente, copia romana dell’età imperiale da un originale ellenistico del II secolo a.C. situata su un basamento, e l’opera Settlement del 2005 che invece è stesa sul pavimento.

 

 

 

Antony Gormey
Veduta allestimento nell’Aula Magliabechiana ESSERE 2019, Per gentile concession Galleria
continua San Gemignano/ Beijing/Les Moulins, Hanana Foto Els Bialkowska Okno studio ©
L’artista.

Come dichiarato da Eike Schmidt:”L’uomo è al centro dell’esperienza, ma Gormley rifiuta ogni mimesi, ogni scontato riferimento casuale alla Natura. Le sue creazioni in ghisa, acciaio, tessuto, cemento e argilla interagiscono in modo coinvolgente con lo spettatore, diventando oggetti-soggetti che attirano l’attenzione, offrendo stimoli inaspettati, per azione e reazione riflesse affrontando il digitale con il rendere fisico il pixel”.

Mostra molto interessante che coinvolge sicuramente il visitatore e merita di essere vista agli Uffizi.

Emilia Dodi

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