Il primo re di Matteo Rovere al cinema

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Esce il 31 gennaio in trecento sale, una storia senza tempo diventata l’interessante film di Matteo Rovere Il Primo Re, un film costato, euro più, euro meno, 8 milioni di euro, con Alessandro Borghi e Alessio Lapice, prodotto da Groenandia con Rai Cinema, coprodotto con Gapbuster in associazione con Roman Citizen e distribuito da 01 Distribution.

Una storia senza tempo raccontata in centoventisette minuti. Una storia che tutti conoscono fin dalla prima elementare e, forse, fin dall’asilo, quella che ci riporta all’ottavo secolo, ovvero nel 753 a.c, quello in cui vissero e…morirono Romolo e Remo.

Matteo Rovere, regista e sceneggiatore de Il primo Re, l’ha girato – servendosi esclusivamente della luce naturale, ricreando così, il più possibile le atmosfere dell’epoca – ad ottobre 2017, tra Manziana, Nettuno, Viterbo ed Orvieto, e, alcune riprese, anche nel Bosco del Foglino.

La leggenda di Romolo e Remo, – esordisce Matteo Roverepur lontanissima nel tempo, ha qualcosa di molto vicino a noi. Apparentemente potrebbe sembrare materia semplice, lineare, ma, in realtà, racchiude un’enorme quantità di simboli e significati che fondono l’origine della nostra civiltà con qualcosa di intimo e complesso, ineffabile forse, ma che, sicuramente, guarda dentro tutti noi”.

 

E, per guardare ci guarda, e pure profondamente, facendo venir fuori tante cose che abbiamo sempre custodito e nascosto, nel più profondo del nostro essere, qualcosa con cui è sempre difficile confrontarci.

 

Rovere il suo è un film storico atipico e, in qualche modo, violento… “L’idea nasce parlando con Andrea Paris e con gli altri sceneggiatori, per cercare una storia che avesse un sedimento nel nostro passato ma permettesse al tempo stesso, un racconto cinematografico dalle molte chiavi di lettura, con elementi spettacolari. Cosa che in Italia, a differenza del passato, non si fa più. Il primo re è un film italiano, realizzato anche con capitali stranieri di tutto il mondo, fatto però in Italia da maestranze italiane, con una costruzione produttiva interamente italiana. Un film, che spero faccia un passo avanti, in un percorso di rinnovamento per la nostra cinematografia.  E speriamo che ci sia un pubblico che, al cinema, vuole vedere questo tipo di storie”.

Mariangiola Castrovilli

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Mariangiola Castrovilli
Giornalista giramondo con scoop come le interviste al fratello dell'ultimo imperatore cinese Aisin-Gioro Puren durante la protesta di piazza Tienanmen a Pechino e al generale israeliano Moshe Dayan dopo la guerra dei 6 giorni. Per la Rai in diretta radio e tv, è stata l'unica giornalista donna al mondo a volare a due volte la velocità del suono su un tornado, correre con una Ferrari 40 a 324 Kmh sul circuito di Maranello. Inoltre è stata l'unica giornalista a bordo del MB-339 Aermacchi della pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori. É membro del SNGCI.

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