Dragon Trainer – Il mondo nascosto

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A cinque anni dal secondo episodio, con un ritardo produttivo che ha finito per aumentarne in certo qual modo l’hype, arriva nelle sale il terzo episodio di una delle saghe di maggior richiamo della produzione DreamWorks dell’ultimo decennio.

Un terzo capitolo, questo Dragon Trainer – Il mondo nascosto, che verosimilmente chiuderà – almeno per ora – la serie creata da Dean DeBlois e basata sui romanzi di Cressida Corwell: stando alle dichiarazioni del regista, infatti, il franchise fu pensato fin da subito come una trilogia, pur senza escluderne ulteriori sviluppi.

La trama si svolge un anno dopo gli eventi del secondo film, col giovane Hiccup che è succeduto a suo padre nel governo del villaggio di Berk: qui, il ragazzo è riuscito a realizzare la sua utopia, che vede uomini e draghi convivere pacificamente. Tuttavia, quando nel villaggio appare un raro esemplare di drago femmina, la Furia Buia Bianca, diviene presto chiaro che qualcuno sta tentando di usare la bestia come esca, per distruggere la comunità ed eliminarne i draghi: si tratta di Grimmel, un malvagio cacciatore che anni prima ha dichiarato guerra al mondo dei draghi…

Tecnicamente impeccabile quanto i suoi predecessori, dal ritmo sostenuto e visivamente accattivante, Dragon Trainer – Il mondo nascosto ha il limite di non aggiungere poi molto, né in termini di atmosfere, né quanto a elementi narrativi, a una saga nata già con i suoi limiti “fisiologici”. Da tempo abbandonata la spinta innovativa che caratterizzò i suoi primi anni – o meglio, trasferita sui teleschermi di Netflix, con prodotti come il Trollhunters di Guillermo Del Toro – la DreamWorks si affida a un canovaccio sicuro e collaudato, capace di non scontentare nessuna fascia di età, ma anche basato su una gestione piatta e risaputa di personaggi e snodi narrativi.

L’evoluzione del personaggio del giovane Hiccup, con la raggiunta maturità e la responsabilità di governare una comunità, è appena sfiorata dalla sceneggiatura, che ne risolve le implicazioni in un paio di sequenze, per lasciar spazio ai robusti (e prevedibili) quantitativi di azione. Così, il crescere dei rapporti tra il protagonista e i suoi sodali umani è messo tra parentesi, sacrificato per concentrarsi sulla nuova esigenza mostrata dal fido Sdentato, quella di allontanarsi dal nido per giungere al suo paradiso: il “mondo nascosto” del titolo, di cui il protagonista favoleggia come approdo naturale per tutti i draghi.

A dispetto del titolo, tale favoloso regno non ha in realtà che un peso secondario nella trama di questo terzo episodio, che fa un mero aggiustamento della formula già sperimentata nei due capitoli precedenti, con la variante della “love story” tra Sdentato e la nuova arrivata. Quando irrompe infine sullo schermo, il “mondo nascosto” – tale solo di nome, vista la facilità con cui viene raggiunto – si rivela visivamente affascinante quanto poco funzionale narrativamente, pensato a tavolino solo per far giungere il racconto alla sua, prevedibile, conclusione.

Vivace nel ritmo, pensato e confezionato per intrattenere un pubblico trasversale, curato nell’estetica più che in una scrittura che innesta spesso il pilota automatico, questo Dragon Trainer – Il mondo nascosto soddisferà molto probabilmente gli spettatori di vecchia data della saga, che ne ritroveranno qui gli ingredienti di base: ingredienti appena rimescolati, e addizionati di una conclusione che sembra, almeno per ora, non lasciar spazio a ulteriori sviluppi. Ma la voglia di sperimentare, unita a quella capacità di immaginare mondi che dovrebbe sempre caratterizzare il linguaggio dell’animazione, abitano ancora una volta altrove.

Marco Minniti

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Marco Minniti
Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Si è laureato in Scienze e tecnologie della Comunicazione con una tesi sulla pratica del remake cinematografico. Ha collaborato con le freepress L'acchiappafilm e Leggo, oltre che con la testata web Castlerock.it in qualità di critico cinematografico. E' stato redattore per il network Movieplayer.it, ha scritto per la webzine Fuoriprogramma.net, ed è attualmente tra i collaboratori del sito di critica cinematografica Quinlan.it. Nel 2018 è stato consulente per il ciclo psico-educativo "Stelle diverse - Conoscere l'autismo attraverso il cinema", organizzato dal centro di Roma CuoreMenteLab.

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