Intervista con Lucia Lavia

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Sino all’11 novembre al Teatro Brancaccio va in scena Shakespeare in love, adattamento teatrale del capolavoro cinematografico che ha visto protagonisti Gwyneth Paltrow e Joseph Fiennes. In teatro Lucia Lavia, figlia di Monica Guerritore e Gabriele Lavia, e Marco De Gaudio. La regia è firmata da Giampiero Solari. Visum ha incontrato la protagonista femminile dello spettacolo.

Lucia, parliamo del personaggio che interpreta, Viola De Lesseps

Cominciamo col dire che Shakespeare in love è la classica commedia degli equivoci dove vediamo nascere dalla penna del Bardo la storia d’amore tra Romeo e Giulietta, che poi diventerà una delle più importanti opere. Io interpreto – spiega a Visum – la giovane attrice – Viola De Lesseps. In quegli anni Shakespeare era un autore emergente che però al momento non aveva ispirazioni per il copione che gli era stato commissionato, una commedia dal titolo improbabile, Romeo e Ethel, la figlia del pirata”.

E allora che succede?

Shakespeare vaga per le strade di quella Londra elisabettiana in cerca d’ispirazione, finché non incontra me, Viola, una rivoluzionaria. In un’epoca in cui alle donne era vietato salire sul palcoscenico perché tutti i ruoli erano fatti solo da uomini, determinata a realizzare il sogno della vita, si traveste da uomo e si presenta per l’audizione dello spettacolo. Quando Shakespeare scopre la mia vera identità se ne innamora e tra i due scoppierà la passione e l’amore, come Romeo e Giulietta”.

Si parla di amore, di passione. Cos’è per lei l’amore?

L’amore vero è quello stato emotivo che ti porta ad essere al massimo del tuo potenziale, è quello in realtà che lega Will e Viola nello spettacolo”.

Come si è trovata a lavorare con Marco De Gaudio che interpreta Will?

Meravigliosamente bene, rimango rapita quando vedo Marco recitare. Per me è diventato come un fratello, è un attore straordinario e seppur ancora giovane, nel recitare ci mette quell’amore e quella passione che altri della sua età non hanno”.

Cos’è il teatro per lei?

E’ il luogo dove riesco ad essere me stessa, è tutta la mia vita perché questo è il mio lavoro, è quello che volevo fare fin da bambina”.

Lavia, un nome pesante da portarsi addosso. Ne è consapevole?

Sì sono consapevole e orgogliosa dei miei genitori, Monica Guerritore e Gabriele Lavia. Portare avanti il mestiere di mamma e papà mi rende felice, è la generazione che continua. Quello che mi dà fastidio – commenta – sono i confronti, le differenze fra me e i miei. Ormai è ora di prendere il volo”.

Ha il classico sogno nel cassetto, un personaggio che vorrebbe interpretare?

Vorrei fare intanto un appello: mi piacerebbe doppiare un qualsiasi cartone animato della Walt Disney. Sono diversi i personaggi che vorrei interpretare, uno per tutti Blanche DuBois la protagonista di Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams”.

Progetti futuri?

Tra aprile e maggio del 2019 al Piccolo Teatro di Milano sarò nella Compagnia di Umberto Orsini con Il costruttore Solness per la regia di Alessandro Serra”.

Giancarlo Leone

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