“Michelangelo Infinito” con Enrico Lo Verso

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Esce oggi “Michelangelo Infinito” una produzione originale di Sky con Magnitudo Film distribuita da Lucky Red in 361 sale. Un evento speciale anche per la durata della programmazione nella sale cinematografiche (fino al 3 ottobre) per un film d’arte. Il weekend sarà coperto con 300 copie, un fatto insolito per i film d’arte, finora riservati a uscite evento di massimo tre giorni infrasettimanali. Un ottimismo giustificato sull’interesse che il film susciterà nel pubblico dopo che “Caravaggio, l’Anima e il sangue” è diventato un ‘caso cinematografico’ con più di 175mila spettatori.

Michelangelo – Infinito” è il ritratto avvincente e di forte impatto emotivo e visivo dell’uomo e dell’artista Michelangelo, genio indiscusso e dell’arte universale, uomo tormentato dal suo stesso immenso talento e dall’ “ambizione immensa” che lo divorava spingendolo verso la perfezione. A dargli il volto Enrico Lo Verso, diretto da Emanuele Imbucci, il film vede nel cast anche Ivano Marescotti nel ruolo del biografo Giorgio Vasari.

Il racconto cinematografico della vasta produzione artistica tra scultura, pittura, e disegni è restituito con spettacolari riprese in ultra definizione (4K HDR) e da punti di vista inediti ed esclusivi, cui si aggiungono ricostruzioni storiche attraverso evoluti effetti digitali.

 

 

Michelangelo – Lo Verso agisce in un limbo marmoreo, quasi prigioniero di quella materia dalla quale lui ha liberato opere straordinarie e forme divine a cominciare da quella emozionante ‘Pietà’ che realizzò ad appena 24 anni.

 

Il film ce ne mostra i particolari, le sfumature di luce, la trama che la prodigiosa mano dell’artista ha creato nelle pieghe degli abiti. Anche Vasari- Marescotti ha il suo limbo, una biblioteca in legno semicircolare:  lì tra le accoglienti braccia della cultura il primo biografo d’arte ci racconta dello stupore degli uomini davanti alle opere di Michelangelo e intanto ripercorre la vita dell’artista dalle prime esperienze nella bottega del Ghirlandaio, alle committenze sempre più prestigiose, da Firenze a Roma, da i Medici ai Papi e mentre il Mondo sbalordiva cresceva l’invidia dei colleghi e la fame di ‘assoluto’ dell’artista.

 

La sconfinata produzione di Michelangelo è rappresentata da alcune opere (David, Mosè, Cappella Sistina) ma anche dai tanti progetti mai realizzati, modificati o incompiuti (Battaglia di Cascina, Tomba di Giulio II, i Prigioni) visti o narrati con gli occhi e le parole del Buonarroti o del Vasari in una ricostruzione fedelissima basata su fonti ufficiali, lettere e rime dell’artista, documenti dell’epoca.

L’ “autorevole finzione” che il film si prefigge di raggiungere ha la sua massima espressione nel racconto della realizzazione della volta Cappella Sistina frugata nei particolari da riprese ravvicinate che ci immergono nello splendore dei colori, nella perfezione dei corpi nell’intensità dei volti creati dal pennello dell’artista.

I documenti originali, tra i quali il disegno (conservato agli Uffizi) di Piermatteo D’Amelia mostrano la Sistina com’era: un preziosissimo cielo azzurro (realizzato dallo stesso D’Amelia con il costoso blu oltremare) punteggiato di stelle dorate, incanto quattrocentesco scomparso per dar posto al sublime lavoro di Michelangelo. Pochi accenni alla vita privata dell’artista, se non l’amore che lo colpì in tarda età per il giovane Tommaso de’Cavalieri e l’amicizia spirituale per la Marchesa di Pescara, Vittoria Colonna.

Tutto mi portava alla morte” scriveva Michelangelo riassumendo in un verso tutto il tormento di un genio che per tutta la vita cercò la perfezione: invece ebbe l’immortalità.

Ludovica Mariani