Carlotta Proietti, una perfetta Bisbetica domata

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Al Globe Theatre di Roma, fino al 16 settembre è in scena Bisbetica domata di William Shakespeare, che vede come protagonista Carlotta Proietti, per la regia e l’adattamento di Loredana Scaramella.

Al Globe Theatre di Roma, immerso nel verde di Villa Borghese, fino al 16 settembre è in scena Bisbetica domata di William Shakespeare, che vede come protagonista Carlotta Proietti, per la regia e l’adattamento di Loredana Scaramella. Questo allestimento è ambientato alla fine degli Anni 30, esattamente nel 1939, in pieno regime fascista e si avvale delle tecniche più note dell’avanspettacolo, tra i colori del varietà musicale e il senso di malinconia del cabaret in stile tedesco.

Carlotta Proietti, pur essendo figlia del grande Gigi, è bravissima, brilla di luce propria e anche qui si conferma un’artista matura e di grande talento. L’attrice ben si compenetra nel ruolo di Caterina, una delle figlie di un gentiluomo di Padova che vuole maritare sia lei che la sorella Chiara: Caterina ha un carattere scontroso, mentre l’altra, più giovane, Bianca, si distingue per la sua gentilezza ed ubbidienza, tanto che ha due corteggiatori che la vorrebbero. Ma il padre decide di non concedere la più giovane fino a quando Caterina non sarà sposata. Il candidato è Petruccio, un giovane gentiluomo arrivato da Verona appositamente per trovarsi una moglie con tanto di dote.

Lo schema narrativo adottato dalla regista è quello della beffa, visto che pur mantenendo la storia, la narrazione, ha stravolto un po’ il testo, che quasi ci sembra di assistere al film Il Marchese del Grillo con Alberto Sordi: infatti un ufficiale fascista, con uno spirito forte da camicia nera, gioca un bello scherzo ai danni di un ubriacone, tale Cristoforo, in una taverna, facendolo risvegliare in un bel letto, nei panni di un uomo potente. All’improvviso ecco sopraggiungere una compagnia di avanspettacolo, con musicisti al seguito, per riposarsi dalle fatiche di un viaggio. Sembrano arrivati al momento giusto per mettere in scena e partecipare alla farsa: l’ufficiale, infatti, li convince, in cambio di vitto e alloggio, a unirsi a lui per mettere in scena una commedia che gli artisti non conoscono affatto.

Ecco che prende piede il “metateatro”, il teatro nel teatro: la taverna originaria diventa una pensione-ristorante per musicisti e teatranti, dove fanno sosta comici, soubrette, fantasisti, ballerini di tip-tap, macchiettisti e cantanti d’opera e l’ufficiale s’invaghisce della cantante alla quale è stato assegnato il ruolo di Caterina, nel copione rappresenta una fanciulla ribelle, indomita, dalla personalità forte e rancorosa, che il soldato cerca di conquistare scegliendosi il ruolo del rozzo e scaltro Petruccio, in cerca di moglie con ricca dote.

Così sul palco, la strana coppia ingaggia una vera e propria battaglia di sessi – oggi tema attualissimo vista la diffusa problematicità sociale del rapporto uomo-donna – forti della protezione dei rispettivi personaggi, supportati anche dalla professionalità di tutta la compagnia che li coadiuva, mentre i musicisti eseguono come sottofondo brani come Amapola, Smoke Gets in Your Eyes, Some Day My Prince Will Come.

I due protagonisti, Carlotta Proietti (Caterina) e Mauro Santopietro (Petruccio) si sono ben compenetrati nei loro personaggi, mantenendo l’autenticità dei più complicati e iracondi tratti caratteriali dei rispettivi ruoli. Tra gli altri numerosi interpreti sono da segnalare: Gianni Ferreri che da vita al personaggio comico di Gremio; Sara Putignano, che interpreta una sottomessa e camaleontica Bianca; Federico Tolardo nei panni di Grumio; Lorenzo Grilli, nel ruolo di Biondello, una specie di “servo di scena” che entra ed esce sul palco a passo di tip tap.

Questa commedia del Bardo ha segnato il felice debutto nella prosa di Gabrio Gentilini, nel ruolo del servitore Curzio, più conosciuto dal pubblico per aver interpretato dei musical, qui perfettamente a suo agio in questo divertente varietà. Da vedere e non perdere: fra musical, cabaret tedesco e varietà, va in scena un’esuberante, irresistibile, divertente guerra dei sessi sullo sfondo del potere della contaminazione fra teatro e realtà.

Giancarlo Leone

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