L’utopia dei piccoli fuochi di Luigi Nicolosi

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Sicilia ieri e oggi. L’utopia dei piccoli fuochi è il primo romanzo di Luigi Nicolosi, attore di teatro, di cinema e doppiatore. Siciliano di nome e di fatto, schivo e osservatore dei particolari come deve essere un bravo attore, Luigi Nicolosi racconta la sua terra attraverso cinquant’anni di storia e di storie e contestualmente racconta sé stesso.

Non è un romanzo autobiografico anche se c’è molto dell’autore nelle sue pagine, in quei dettagli che tanto bene descrivono quell’atmosfera tipica siciliana di un finto immobilismo.

Le storie dei personaggi che vivono in una palazzina di mattoni rossi si intrecciano con la vita del protagonista, un musicista, un pianista per la precisione che a mo’ di diario porta il lettore tra gli scenari incantevoli e a tratti inquietanti dell’isola. Il ritmo, anche nei momenti più tragici, è sempre pacato, descrittivo e attraverso le storie di questi inquilini, ci accompagna a braccetto per le strade e la storia della Sicilia.

La guerra, altra protagonista del libro che scompagina le carte e drammaticamente gioca con la vita e la morte. La guerra che dopo di lei “niente tornerà più come prima”, quella guerra che anticipa cambiamenti e drammi su un’isola già fin troppo lacerata:“…Il convoglio marciava stancamente, con continue fermate. Salivano a bordo tedeschi sbraitando nervosamente ordini che solo loro capivano, mentre controllavano a casaccio valigie, bagagli. C’erano vecchi con la coppola e il vestito pesante, sempre lo stesso, estate e inverno, e lo sguardo, ormai senza valentia, buttato per terra, donne cresciute nel lutto e nel dolore, armate di rosari e di rassegnazione, piene di pacchi e trùsce legate con la corda…”.

Poi finalmente finisce quella maledetta guerra ed è tempo di bilanci e di pensare al domani. La trasformazione della società avviene attraverso le rivelazioni dei protagonisti, le confidenze e i drammi nascosti, compiuti in quel lasso di tempo in cui tutto è stato possibile, tutto era privo di regole, tutto era morte.

Storie che si intrecciano mentre la politica fa da sfondo alla vita della gente comune, di amici e conoscenti ritrovati.

Scorre veloce anche se il tempo imposto è meditativo, scritto in un italiano colto con intercalare in dialetto, alla Camilleri, L’utopia dei piccoli fuochi è un piccolo gioiello che Euno edizioni ha deciso di pubblicare nella linea Sikè, realizzata con carta ecologica certificata FSC che utilizza gli scarti della lavorazione agroindustriale degli agrumi (pagine) e delle ciliegie (copertina).

Una scelta raffinata che denota da subito il valore di questo romanzo. Luigi Nicolosi lo ha maturato a lungo, scritto e riscritto pagina dopo pagina in un arco di tempo indefinito, ma certamente non breve. I suoi personaggi e le loro storie rappresentano uno spaccato di Sicilia per molti versi ancora presente ma soprattutto una testimonianza di una storia che faremmo bene a conoscere tutti.

Roberta Ferruti

 

  • Luigi Nicolosi
  • L’utopia dei piccoli fuochi
  • Euno edizioni/Sikè
  • € 20,00

 

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Roberta Ferruti
Giornalista free lance. Ha iniziato negli anni '90 come cronista collaborando con diverse testate locali e nazionali. Ha scritto per Avvenimenti, Paese Sera, Il Manifesto e L' Espresso. Ha lavorato con Vito Bruschini per Laservision Edizioni curando pubblicazioni su arte, cultura, musica e salute. Lo scorso anno ha intrapreso un lungo viaggio in solitudine sulle rotte dell'immigrazione che si è concluso a Riace. Nei suoi blog https://tralerigheweb.wordpress.com/ http://www.tralerighe.cloud/ racconta di questo lunga e toccante esperienza e di storie di immigrazione e accoglienza. Attivista Verde negli anni '80 e '90, da sempre sensibile alle tematiche pacifiste ed ecologiste, è coautrice di una recente pubblicazione de Il Poligrafo L' ecofemminismo in Italia. Le radici di una rivoluzione necessaria a cura di Laura Cima e Franca Marcomin. Dal 2016 collabora continuativamente con Visum, dove cura la rubrica di Consigli per la lettura.

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