La XXII edizione della Pirandelliana

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Nella splendida cornice del Giardino della Basilica dei Santi Alessio e Bonifacio all’Aventino a Roma, la Compagnia di Marcello Amici, La Bottega delle Maschere, dal 10 luglio al 12 agosto, va in scena anche quest’anno con Pirandelliana. Come sempre due commedie a sere alterne. Si comincia con I giganti della montagna (in scena il martedì, il giovedì e il sabato) e a seguire, Il berretto a sonagli (in scena il mercoledì, il venerdì e la domenica).

Nella splendida cornice del Giardino della Basilica dei Santi Alessio e Bonifacio all’Aventino a Roma, la Compagnia di Marcello Amici, La Bottega delle Maschere, dal 10 luglio al 12 agosto, va in scena anche quest’anno la drammaturgia e il teatro di Luigi Pirandello con Pirandelliana, una delle più attese manifestazioni dell’Estate Romana, promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale, giunta alla XXII edizione.

Quest’anno Amici ha scelto due famose commedie del drammaturgo siciliano, come sempre a sere alterne: si comincia con I Giganti della montagna (in scena il martedì, il giovedì e il sabato) e a seguire, Il berretto a sonagli (in scena il mercoledì, il venerdì e la domenica). Come sempre il regista Marcello Amici con la sua Compagnia La Bottega delle Maschere cerca di scovare ogni anno le migliori commedie della produzione di Pirandello, l’unico, forse, autore e drammaturgo che ha saputo raccontare le inquietudini del Novecento cercando di cogliere il dramma dell’uomo moderno.

 

I Giganti della montagna è l’ultima ed incompiuta opera di Pirandello, rappresentata postuma per la prima volta nel 1937. Uno dei più difficili testi del drammaturgo siciliano da mettere in scena, un dramma incompiuto sul mito e l’essenza del teatro.

 

 

Protagonista è il mago Cotrone e gli Scalognati, personaggi grotteschi che vivono fra sogno e realtà e la malridotta Compagnia di attori della Contessa, l’attrice come vuole essere chiamata, che cerca di mettere in scena il suo dramma. Sul palcoscenico si avvicendano le due comunità in uno scambio di illusioni e di incantesimi, fino a quando arriveranno i Giganti che scendono dalla montagna.

 

 

Il berretto a sonagli è una commedia rappresentata per la prima volta nel 1917 al Teatro Nazionale di Roma. Sembra scritta oggi per l’attualità che pone in essere: la violenza contro la donna. E’ la storia dello scrivano Ciampa e si parla di corna e di dignità: l’uomo ha accettato senza reagire che la giovane e bella moglie sia diventata l’amante del potente cavalier Fiorica, suo datore di lavoro.

 

 

Ma quando la gelosia di Beatrice, moglie del Fiorica, si vuole vendicare contro il marito, finisce lei stessa per diventare vittima di una comunità maschilista che, per soffocare lo scandalo, preferisce farla passare per pazza. Ancora oggi il maschilismo è imperante.

Giancarlo Leone   

 

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