Giappone storie d’amore e guerra

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Andō Hiroshige (1797-1858) Keiwaizaka Shōshō serie, Soga monogatari zueformato: ōban tate-etecnica: nishiki-e, stampa broccato editore: Ibaya Sensaburō censore: nanushi data: Kōka 2/3, 1845-1846

Con questo titolo Arthemisia propone a Bologna in Palazzo Albergati una mostra che non tiene conto soltanto degli artisti ben noti in Italia come Utamato, Hiroshige e Hokusai, ma di tutto il periodo EDO con la nascita dell’0ukyo-e, dei Samurai e delle battaglie.

Yōshū Chikanobu (1838-1912)Tango Ama no Hashidate
“Ama no Hashidate nella provincia di Tango”serie Meisho bijin awase, “Raffronto di belle donne e luoghi famosi” formato: ōban nimaitsuzuki tate-e tecnica: nishiki-e, stampa broccato
editore: Matsuki Heikichi data: Meiji 31, 1898

 

A Palazzo Albergati si possono ammirare in 11 sezioni tematiche l’arte ukino-e e della guerra, nonché partendo dall’inizio del XVII sene possono conoscere le tecniche, le tirature e le riproduzioni antiche del momento nel quale il Giappone dopo essersi unito sotto il nuovo imperatore permise la nascita della classe  borghese che prese il sopravvento. Il tutto per sommi capi data l’estensione della mostra.

 

 

Kitagawa Utamaro (1753-1806) Chōji-ya no uchi Hinatsuru
“Hinatsuru della casa Chōji” serie: non titolata (serie conosciuta con il titolo Tayū shū) firma: Utamaro hitsu formato: ōban tate-e
tecnica: nishiki-e, stampa broccato editore: Murata-ya Jirōbei <Eiyūdō> censore: kiwame data: Kansei 8, 1794 ca.

 

 

Nella seconda sezione si vede la differenza tra le geishe, le bijln e le öiran. A parte le bellezze mostrate, si chiarisce alfine la differenza tra tre tipologie. Le geishe che erano edotte nelle danza e nelle conversazioni non erano affatto delle cortigiane; le bijin erano donne nobili o borghesi molo colte e sensuali che si presentavano in questo modo agli artisti, mentre le öiran erano cortigiane che dovevano eccellere nell’intrattenimento così come nel dare piacere.

 

 

 

 

Utagawa Kunisada (1786-1864) Nurekami Chōgorō – Oseki
firma: Toyokuni ga e sigillo Toshidama formato: ōban tate-e
tecnica: nishiki-e, stampa broccato editore: Ōtaya Takichi
censore: aratame data: Ansei 1, 1854

 

Nella terza sezione Suniga che era un eufemismo per mostrare  l’atto sessuale, genere molto richiesto, erano soprattutto dedicate alle case di piacere. A questo genere si sono consacrati tutti gli artisti.. La quarta parla dei biglietti augurali che molti pittori hanno disegnato. La quinta è dedicata al teatro NO e Kabuki. ll teatro NO prevede un raggiungimento NO di sentimenti portato oltre la realtà essendo un genere aperto al pubblico soltanto nel periodo Meiji. Il teatro Kabuki significa del canto e della danza, ed era dedicato al pubblico femminile. Questo indica il gran numero di attori che compaiono nei disegni.

 

 

 

Keisai Eisen (1790-1848) Yoshiwara no yoru no ame
“Notte di pioggia allo Yoshiwara” serie “Edo hakkei, otto vedute di Edo” firma: Keisai Eisen ga formato: ōban yoko-e tecnica: nishiki-e, stampa broccato, xilografia a piena policromia editore: Yamato-ya Heikichi <Eikyudō> censore: nanushi, Watanabe Jiemon

Poi c’è la sezione dedicata ai Samurai che è impossibile esplicare in questa sede, così come l’Olimpo Shinto con mostra le stampe inerenti.

L’ottava sezione è dedicata alle stampe di paesaggio e dei volatili che erano dotati di propria sacralità, Questo è il momento nel quale trionfano i Kakemono che sono disegni su carta intelata da appendere. I paesaggi delle xilografie dove si vedono i grandi animali come le cicogne, le gru simbolo di lunga vita, la tartaruga e altri animali. così come i cambi di stagione, indicano il trascorrere della vita.

Riproduzione da un grande maestro, da Isoda
Koryūsai (att. 1764-1788) “La cortigiana Toyoharu”
serie Hinagata wakana no hatsu moyō, “Piccoli
modelli di vestiti per capodanno per i giovani
germogli” data reincisione: Meiji, 1868-1911

 

Qui la fa da padrone Katshura Hokusai con opere che inizialmente furono pubblicate con il nome Shunro in omaggio al suo maestro, artista che divenne famoso con le Trentasei vedute del Fuji, insieme a Hiroshige, il più noto in Europa al tempo degli impressionisti.

Recensire le altre tre sezioni risulta impossibile per ragioni di spazio, comunque va detto che l’esposizione fa ben conoscere il Giappone antico.

Anna Camia

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